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di Valentina Errante

Il Messaggero, 31 marzo 2022

“Prudenza, che non vuoi dire né timidezza né timore della reazione che può comportare la decisione assunta”, Parla ai giovani magistrati ordinari, il presidente Sergio Mattarella.

Al piccolo esercito di toghe, che si appresta a svolgere il tirocinio negli uffici giudiziari, ricevuto ieri al Quirinale, il Capo dello Stato ha ricordato l valori che devono ispirare l’azione della magistratura e a margine è tornato sull’urgenza della riforma del Csm. Il primo suggerimento del Presidente ai giovani magistrati è quello di “rifuggire da ricostruzioni normative avventate o dettate da impropri desideri di originalità o di consenso esterno”.

Poi il Mattarella tocca uno dei terni più dibattuti, che riguarda proprio il ruolo della magistratura “Per garantire l’equilibrio delle decisioni - dice - è necessario conoscere i limiti della propria funzione, senza mai cedere alla tentazione dell’autocelebrazione e della ricerca assoluta del consenso. Anche quando si ritiene di essere nel giusto - ovunque. in qualunque ruolo e condizione - aggiunge - occorre coltivare la fiducia nelle proprie ragioni attraverso il ricorso agli strumenti che l’ordinamento pone a disposizione di tutti, pone a vantaggio di tutti, anche nelle vicende giudiziarie, senza mai cercare di plasmare le regole a piacimento, ma seguendo il modello di garanzie disegnate dalla nostra Costituzione”.

Quindi la sobrietà e riserbo, condotte indispensabili per le toghe. “Le funzioni che vi apprestate a svolgere - ha ricordato il Capo dello Stato - sono caratterizzate da grande responsabilità sociale, che impone il serio rispetto della deontologia professionale e la sobrietà nelle condotte individuali. A voi è chiesto di amministrare la giustizia con professionalità e con riserbo, avendo sempre presente il principale dovere che deve assumere il magistrato: l’eticità dei suoi comportamenti, anche nelle diverse forme di comunicazione”.

Poi il messaggio alla politica: “È necessario, e di grande urgenza. approvare nuove regole” per il Csm “affinché la sua attività possa pienamente mirare a valorizzare le indiscusse professionalità di cui la Magistratura è ampiamente fornita”, dice Mattarella, che sottolinea: “Sono in contrasto con la funzione giurisdizionale accordi per favorire interessi personali”.

Ma l’ennesimo richiamo del capo dello Stato coincide con l’ennesimo slittamento dell’esame della riforma in commissione Giustizia alla Camera, dove oggi è in programma una nuova riunione di maggioranza con la ministra, Marta Cartabia, per provare a risolvere i nodi divisivi, A partire dalle proposte di sorteggio temperato per l’elezione dei consiglieri e dalla responsabilità civile dei magistrati, su cui il ministro ha espresso forti dubbi di costituzionalità. Inizialmente atteso per il 28 marzo, l’approdo in Aula alla Camera della riforma del Csm è slittato al 19 aprile.

Entro Pasqua si dovrà comunque trovare la complicata intesa su vari aspetti del provvedimento, sul quale il governo ha promesso di non porre la questione di fiducia, chiedendo pero che abbia una rapida doppia lettura per regolare già il rinnovo del Csm fra giugno e luglio.

Ieri, l’esame degli emendamenti sui primi articoli in commissione Giustizia è stato rinviato: se ne riparlerà questo pomeriggio. Un problema di pareri mancanti da parte del governo, secondo fonti parlamentari, mentre per il sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto i pareri “sono stati formulati” e Io slittamento è legato “alla necessità, anche dei relatori, nell’esprimere i residui pareri, di approfondire quanto emerso nella riunione di maggioranza”.

Dopo una giornata intensa anche per la discussione sull’ergastolo ostativo (altro tema sul quale i partiti che sostengono il governo non sono del tutto allineati), oggi la maggioranza si confronterà di nuovo con Cartabia La guardasigilli si è detta “fiduciosa”, parlando di “passi avanti”.

Ce ne sono stati in questi giorni verso un avvicinamento sulle “porte girevoli”: la maggioranza condivide la rigidità sul divieto di tornare in magistratura per chi ha ricoperto cariche elettive, ma c’è un tentativo di attenuare il divieto dopo incarichi tecnici, come quello di capo di gabinetto o di un ufficio legislativo. Ma sull’elezione dell’organo che garantisce l’indipendenza della magistratura ancora un accordo non c’è.