di Concetto Vecchio
La Repubblica, 18 maggio 2021
Dal Quirinale un messaggio di rifiuto verso ogni discriminazione e intolleranza: "La società viene arricchita dalle diversità". Il fronte giallorosso rilancia le parole del presidente della Repubblica. Letta: "Serve un impegno concreto per approvare la legge". "Le attitudini personali e l'orientamento sessuale - afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella - non possono costituire motivo per aggredire, schernire, negare il rispetto dovuto alla dignità umana, perché laddove ciò accade vengono minacciati i valori morali su cui si fonda la stessa convivenza democratica".
Il messaggio del Quirinale arriva nella Giornata internazionale contro l'omofobia, la transfobia e la bifobia, proprio mentre le forze politiche in Parlamento si dividono sull'approvazione del disegno di legge Zan. Sono parole sentite, non rituali, quelle che vengono espresse da Sergio Mattarella: "La Giornata è l'occasione per ribadire il rifiuto assoluto di ogni forma di discriminazione e di intolleranza e, dunque, per riaffermare la centralità del principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea".
È un appello ad accettare gli altri. "La società viene arricchita dal contributo delle diversità. - dice il presidente della Repubblica - Disprezzo, esclusione nei confronti di ciò che si ritiene diverso da sé, rappresentano una forma di violenza che genera regressione e può spingere verso fanatismi inaccettabili. La ferita inferta alla singola persona offende la libertà di tutti. E purtroppo non sono pochi gli episodi di violenza, morale e fisica che, colpendo le vittime, oltraggiano l'intera società. Solidarietà, rispetto, inclusione, come ha dimostrato anche l'opera di contrasto alla pandemia, sono vettori potenti di coesione sociale e di sicurezza".
Sbaglia chi intende tirare per la giacchetta il Quirinale sul terreno della legge Zan. Fedele al suo ruolo di arbitro, Mattarella non entra, neanche stavolta, nella contesa parlamentare. Non cita mai il ddl, il suo è un discorso alto, che prescinde dalla contingenza politica, ma non si può non notare il calore con cui è stato scritto. Non a caso è stato subito apprezzato e rilanciato da molti esponenti di Pd, Leu, M5S, il fronte favorevole all'approvazione della norma contro l'omofobia.
Il segretario pd Enrico Letta ha chiesto al Senato "un impegno concreto" per fare approvare subito il ddl. Il capogruppo di Leu Federico Fornaro invita ad ascoltare le parole di Mattarella. Il centrodestra però frena, e ha pronto un controtesto, che viene letto come un tentativo di rimandarne il varo. "Sì a una legge che introduca pene più severe per chi discrimina, insulta o aggredisce in base a sesso, etnia o religione, come già presentata da Lega e centrodestra", dice Matteo Salvini. "No invece a una legge che introduce bavaglio e carcere per le idee: punire chi non condivide le adozioni gay o l'utero in affitto è una follia", sostiene il leader leghista.
La legge è ferma in Commissione Giustizia del Senato, mentre i dati sugli attacchi omofobi sono in crescita. Secondo Gay Help Line nell'ultimo anno i ricatti e le minacce subite dalle persone Lgbt sono cresciuti dall'11 al 28 per cento e i casi di mobbing e discriminazioni sul lavoro sono lievitati del 15 per cento. La bussola, per il Colle, è l'articolo 3 della Costituzione, che promuove l'uguaglianza tra le persone. Parole simili Mattarella le aveva pronunciate già l'anno scorso, quando aveva detto che "le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale costituiscono una violazione del principio di eguaglianza e ledono i diritti umani necessari a un pieno sviluppo della personalità umana". Anche l'Europa, dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen al presidente dell'Europarlamento, David Sassoli, ha preso posizione contro l'intolleranza.











