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di Paolo Lepri

Corriere della Sera, 5 maggio 2022

L’Ungheria sta bloccando gli aiuti dell’Unione europea (215 milioni di euro) all’Autorità Nazionale Palestinese: è emergenza soprattutto nel settore sanitario. A Bruxelles si parla di “ricatto”. Ne è responsabile l’Ungheria di Viktor Orbán che sta bloccando gli aiuti dell’Unione europea (215 milioni di euro) all’Autorità Nazionale Palestinese: si è creata così una situazione di emergenza soprattutto nel settore sanitario. È ormai dal settembre dell’anno scorso, scrive Le Monde, che il dipartimento di oncologia dell’ospedale Augusta Victoria di Gerusalemme Est non può accogliere nuovi pazienti: i malati di cancro vengono dirottati in strutture della Cisgiordania meno specializzate o curati in casa. A pagare il prezzo di una scelta politica discutibile, come spesso accade, sono i più deboli.

L’ostinazione con cui il commissario ungherese per l’allargamento e la politica di vicinato Olivér Várhelyi, (uomo molto legato al capo del governo di Budapest) sta combattendo la sua battaglia è diventata un problema per la presidente Ursula von der Leyen (che dovrebbe convincerlo a desistere). La tesi secondo cui i finanziamenti europei devono essere legati al contenuto dei manuali scolastici utilizzati nei Territori palestinesi, accusati di incitare alla violenza, appare sostanzialmente un pretesto. La questione esiste, nessuno lo può negare, ma è altrettanto vero - come ha indicato un rapporto dell’istituto tedesco Georg Eckert - che sono stati compiuti recentemente grossi sforzi nella giusta direzione per rispettare standard di tolleranza. Altri, se necessario, ne dovranno essere fatti.

Ma, come si dice, il discorso è più ampio. Riguarda la linea di condotta ungherese all’interno delle istituzioni comunitarie: un Paese illiberale, messo alle strette per il suo disprezzo dei valori comuni alla base della casa europea, utilizza sempre più l’arma del sabotaggio in segno di ritorsione. In secondo luogo appare veramente assurdo che a dare lezioni di lotta all’antisemitismo siano gli amici di Putin e Lavrov.