di giordano stabile
La Stampa, 2 settembre 2019
Tank israeliani hanno sparato colpi di cannone contro obiettivi di Hezbollah dopo che i miliziani libanesi hanno lanciato un missile anti-tank contro un mezzo di pattuglia al confine. Nessuno dei due attacchi ha causato vittime. In un comunicato Hezbollah ha rivendicato l'azione, condotta dal gruppo Hassan Zabeeb, una unità speciale affigliata al Partito di Dio. Il movimento sciita ha precisato che il missile ha "distrutto" il veicolo israeliano vicino alla caserma di Avivim e che i militari a bordo sono rimasti "feriti". Due ore dopo, però, una dichiarazione ufficiale delle forze armate dello Stato ebraico ha smentito che ci fossero feriti. Anche la rappresaglia con i tank è stata calibrata in modo da non fare vittime.
In ogni caso si tratta del primo scontro a fuoco fra Hezbollah e l'esercito israeliano dal 2006, quando c'è stata l'ultima operazione in territorio libanese da parte di Israele. Allora, in 33 giorni di combattimenti, vennero uccisi 119 soldati israeliani e oltre 500 combattenti sciiti. Anche allora il conflitto venne scatenato da un attacco, più grave, a una pattuglia dell'esercito al alla frontiera. La crisi si è aperta domenica scorsa, quando due droni israeliani sono precipitati a Dahiyeh, il quartiere sciita di Beirut, durante un tentato raid contro "componenti missilistiche" di Hezbollah. Quello stesso giorno, in un altro raid in Siria, erano morti due miliziani libanese. Due giorni dopo il leader Hassan Nasrallah aveva promesso una rappresaglia e oggi è arrivata.
Il premier libanese Saad Hariri ha informato il capo delle forze armate e il presidente della Repubblica Michel Aoun. Hariri, sunnita, guida un governo che comprende anche tre ministri del Partito di Dio sciita. Ha però rapporti privilegiati con Arabia Saudita e Stati Uniti e ha chiamato anche il segretario di Stato americano Mik Pompeo per denunciare "la violazione della sovranità libanese" e chiedergli di intervenire per frenare l'alleato israeliano. Washington sta esercitando una pressione crescente sulle banche libanesi sospettate di finanziare Hezbollah, mentre Israele accusa i miliziani alleati dell'Iran di aver creato una "fabbrica di missili ad alta precisione" di minacciare la sua sicurezza in combutta con i Pasdaran.










