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di Gennaro Grimolizzi

Il Dubbio, 30 ottobre 2024

Il provvedimento approvato dalla Knesset passa anche con il voto dell’opposizione. L’Onu grida allo scandalo e avverte: per i civili della Striscia di Gaza è una tragedia. Il destino dell’Unrwa, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi creata nel 1949, sembra segnato. Il Parlamento d’Israele ha approvato due proposte di legge, che, di fatto, impediscono ogni attività dell’Unrwa sul territorio israeliano e interrompono i legami diplomatici con Tel Aviv. La Knesset si è espressa con una maggioranza schiacciante - 92 voti a favore e 10 contrari - nel mettere al bando l’agenzia accusata di aver fornito, con alcuni suoi dipendenti, un supporto nelle stragi del 7 ottobre 2023. Israele ha ripetutamente affermato che una parte del personale dell’agenzia Onu - circa il 10% - ha legami con Hamas. Accuse sempre respinte e rispedite al mittente. Le norme approvate dal Parlamento chiuderanno la missione dell’Unrwa a Gerusalemme Est. Qui venivano svolte diverse attività (sanitarie, legate all’istruzione e ai servizi civili) con il coinvolgimento di centinaia di migliaia di palestinesi. Stop anche alle attività sulla Striscia di Gaza e in Cisgiordania, dove l’agenzia operava in stretto contatto con le autorità israeliane nel fornire aiuti umanitari e altri servizi a sostegno della popolazione palestinese.

Poco dopo l’approvazione delle due leggi da parte della Knesset le reazioni, da tutto il mondo, sono state pressoché immediate. Il capo dell’Unrwa, Philippe Lazzarini, ha rilevato che il voto del Parlamento israeliano “contraddice i principi della Carta Onu, viola gli obblighi di Israele ai sensi del diritto internazionale e crea un pericoloso precedente”. “Questa - ha affermato Lazzarini - è l’ultima campagna in corso per screditare l’Unrwa e delegittimare il suo ruolo nel fornire assistenza e servizi per lo sviluppo umano ai rifugiati palestinesi”. Secondo Lazzarini i due disegni di legge approvati, che entreranno in vigore entro novanta giorni, “non faranno altro che aggravare le sofferenze dei palestinesi, soprattutto a Gaza, dove la popolazione sta vivendo da più di un anno un vero e proprio inferno. Questi disegni di legge non sono altro che una punizione collettiva” . Nonostante le leggi approvate, Philippe Lazzarini ha evidenziato che il blocco delle attività dell’Unrwa “non toglierà ai palestinesi il loro status di rifugiati”. “Questo status - ha aggiunto è protetto da un’altra risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite fino a quando non si troverà una soluzione equa e duratura alla situazione dei palestinesi. Se non riusciremo a respingere queste proposte di legge, indeboliremo il nostro meccanismo multilaterale comune, istituito dopo la Seconda guerra mondiale”.

Le parole molto dure espresse da Lazzarini sono un chiaro indicatore delle distanze sempre più marcate tra Israele e la comunità internazionale, nello specifico le Nazioni Unite. Da New York è intervenuto il Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, il quale non ha nascosto la propria preoccupazione per una serie di azioni che mandano in frantumi la collaborazione, su più livelli, tra gli Stati e l’Onu. In merito alle leggi della Knesset, approvate lunedì, Guterres ha detto che produrranno “conseguenze devastanti” per la popolazione palestinese. “Porterò - ha aggiunto il Segretario generale - la questione all’attenzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite e la terremo strettamente informata sull’evolversi della situazione”. L’intera popolazione della Striscia di Gaza dipende dall’assistenza umanitaria fornita dall’Unrwa. È, come è stata definita da Guterres, la “spina dorsale” degli sforzi di soccorso delle Nazioni Unite nelle zone devastate dalla guerra. Oltre a fornire cibo e altri beni di prima necessità, l’agenzia Onu è impegnata nella campagna di vaccinazione contro la poliomielite.

Da Washington parla il portavoce del Dipartimento di Stato, Matthew Miller, che ha chiesto a Israele di rivedere subito le proprie scelte. Miller ha sottolineato il “ruolo insostituibile” dell’agenzia delle Nazioni Unite sulla Striscia di Gaza e nei Territori palestinesi. “Non c’è nessuno - ha commentato il portavoce del Dipartimento di Stato americano - che possa sostituire in questo momento, nel mezzo della crisi, l’Unrwa. Se l’Unrwa se ne va, vedrete civili, compresi bambini, neonati, non essere in grado di avere accesso al cibo, all’acqua e alle medicine di cui hanno bisogno per vivere. Lo troviamo inaccettabile. Continuiamo a sollecitare il governo di Israele a sospendere l’attuazione delle leggi approvate”. Gli Stati Uniti potrebbero indurre Israele a rivedere le decisioni prese riducendo il loro sostegno militare.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani teme che la decisione della Knesset possa indebolire il ruolo delle Nazioni Unite: “Ci dispiace che sia stata fatta questa scelta, anche se comprendiamo alcune delle ragioni che provocano la reazione di Israele: c’erano troppi militanti di Hamas che hanno partecipato alla strage del 7 ottobre del 2023 tra coloro che rappresentavano l’Unrwa. Mi auguro che questo non accada mai più e sono convinto che non accadrà. Noi, come governo italiano, sosteniamo l’iniziativa dell’Unrwa non in territorio palestinese. In territorio palestinese lavoriamo molto bene con il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite”.