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di Nello Del Gatto

Il Sole 24 Ore, 22 agosto 2024

“Sde Teiman è solo la punta dell'iceberg della situazione dei detenuti palestinesi che, dal 7 ottobre, è solo peggiorata”. Ne è convinta Jenna Abuhasna, consulente legale di Addameer, una organizzazione non governativa che si occupa della tutela dei prigionieri palestinesi. Sde Teiman è l'ex base dell'esercito che ospita i detenuti arrestati a Gaza. Nove i militari arrestati per violenze e torture, fisiche e psicologiche, denunciate dai prigionieri nelle scorse settimane. Uno ha denunciato di essere stato violentato. Gli arresti nella Guantanamo israeliana hanno scatenato proteste degli estremisti di destra contro il governo. Accendendo, ancora una volta, un faro sulle terribili condizioni delle carceri israeliane per i palestinesi.

Come è la situazione dei nuovi prigionieri palestinesi arrestati nella Striscia di Gaza?

I gazawi arrestati nella Striscia vengono portati in due ex basi dell'esercito, una di queste è Sde Teiman, e interrogati per settimane. Gli viene vietato qualsiasi incontro con gli avvocati. Per cui le informazioni sulle loro condizioni sono davvero poche, a causa proprio dello stato con le quali sono tenuti. I pochi avvocati che sono riusciti a incontrare i detenuti da Gaza parlano di condizioni fisiche e psicologiche molto difficili e molto più pesanti delle condizioni in cui si trovano i detenuti palestinesi arrestati in Cisgiordania.

Quanti sono e come sono le loro condizioni?

Non abbiamo i numeri di quanti da Gaza siano stati arrestati, li abbiamo più volte chiesto come Ong ma l'esercito non ce li ha mai dati. Sappiamo solo che sono per la maggior parte uomini, rinchiusi in gabbie all'aperto come animali, non in stanze chiuse, quindi soggetti anche alle condizioni atmosferiche, particolarmente dure in questo periodo per il caldo. Vengono bendati. Soffrono torture fisiche e psicologiche.

A Sde Teiman i militari sono stati accusati di violenza sessuale su un detenuto?

È così. Abbiamo un caso certificato di violenza sessuale su un detenuto che è dovuto ricorrere alle cure dei sanitari. Siamo oltre le torture e la violazione dei diritti umani. Nessuno, neanche i loro familiari, ha notizie sui detenuti, neanche dove si trovino e se sono vivi o no.

Si sa quanti sono allo stato attuale i prigionieri palestinesi in Israele?

Al momento si stima che ci siano 9.900 prigionieri palestinesi nelle prigioni israeliane, 3.500 in detenzione amministrativa. Numero che aumenta ogni giorno perché ci sono arresti quotidiani. Le donne sono 1.817, oltre 250 i minori, dei quali quaranta minori sono sotto detenzione amministrativa, quella forma che permette la reclusione senza accuse note che può arrivare ad un massimo di sei mesi rinnovabili.

Quanto e come sono cambiate le cose dopo il sette ottobre?

La situazione è notevolmente peggiorata. La vita dei prigionieri è diventata più complicata e difficile. C'è stato un aumento delle violazioni commesse sui detenuti, sia fisiche che psicologiche.

Tutto questo accadeva anche in passato…

Sì, ma quello che abbiamo registrato è che è aumentata l'intensità delle torture e delle violenze dopo il 7 ottobre. Come una sorta di punizione collettiva estesa a tutti i prigionieri palestinesi e, indirettamente, anche alle loro famiglie. Fame, isolamento, negazione delle cure mediche, torture nelle celle o durante gli interrogatori sono diventate la norma. È cambiato poi anche il numero dei prigionieri nelle carceri. Le celle che prima contenevano sei persone, ora ne contengono 12.

Ci sono stati morti in carcere?

Si stima che dall'inizio della guerra 57 prigionieri provenienti da tutte le province palestinesi siano morti nelle carceri israeliane a causa di torture, condizioni disumane, abusi sistematici e attacchi deliberati. Tra questi, 38 erano prigionieri di Gaza.