di Enrico Franceschini
La Repubblica, 30 aprile 2024
Secondo indiscrezioni circolate in questi giorni a Gerusalemme e Washington, la Corte Penale Internazionale starebbe valutando se incriminare il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, per crimini di guerra e contro l’umanità commessi dallo Stato ebraico nella guerra nella Striscia di Gaza. Ecco una scheda per capire di cosa si tratta e cosa rischierebbe Netanyahu in caso di incriminazione.
Che cos’è la Corte Penale Internazionale? - La Corte Penale Internazionale (Cpi) è un tribunale per crimini internazionali che ha sede all’Aia, in Olanda. Ha competenza su crimini di guerra, crimini contro l’umanità, crimini di aggressione e genocidio. Rappresenta 124 Paesi che aderiscono allo Statuto di Roma, l’atto stipulato il 17 luglio 1998 che ha fondato la Corte Penale Internazionale definendone giurisdizione e funzionamento. Dunque non è un organo delle Nazioni Unite e non va confusa con la Corte Internazionale di Giustizia dell’Onu, anch’essa con sede all’Aia. La Corte Penale può incriminare singoli individui. La Corte dell’Onu processa gli Stati: presso di essa è in corso il procedimento di accusa di genocidio a Israele per la guerra di Gaza, su denuncia inoltrata dal Sud Africa.
Chi sta indagando la Corte Penale? - In base a indiscrezioni e dichiarazioni rese nei giorni scorsi dallo stesso premier israeliano, la Corte Penale Internazionale avrebbe aperto un’indagine su Netanyahu, sul ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant e sul capo di stato maggiore israeliano Herzi Halevi. Tutti e tre potrebbero essere incriminati per crimini contro l’umanità, sia per l’alto numero di vittime civili tra i circa 34 mila palestinesi uccisi a Gaza, sia per gli ostacoli alla fornitura di aiuti umanitari alla popolazione della Striscia. Sempre secondo le indiscrezioni, la Corte potrebbe incriminare anche i capi di Hamas per l’aggressione nel sud di Israele del 7 ottobre scorso in cui sono morti circa 1.200 israeliani e ne sono stati rapiti come ostaggi 230, l’azione che ha dato inizio al conflitto.
Cosa rischia Netanyahu? - Se incriminati dalla Corte Penale Internazionale, Netanyahu e gli altri due alti responsabili israeliani, così come i capi di Hamas, sarebbero innanzi tutto colpiti da un mandato di arresto internazionale: ciò significa che non potrebbero recarsi in nessuno dei 124 Paesi rappresentati dal tribunale penale dell’Aia. La Corte Penale non può processare individui in contumacia: occorre quindi che l’incriminato sia presente in aula. Tre dei Paesi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu non hanno aderito alla Corte Penale Internazionale e non ne riconoscono la giurisdizione: Stati Uniti, Russia e Cina. Non la riconosce nemmeno Israele. Il premier israeliano ha già dichiarato che non accetterebbe l’azione della Corte Penale Internazionale, né si farebbe condizionare da un’eventuale incriminazione. In teoria, se processato, riconosciuto colpevole e condannato all’Aia, Netanyahu potrebbe ricevere una lunga sentenza carceraria.
Ci sono altri casi simili? - Il più recente è stato l’incriminazione di Vladimir Putin: la Corte Penale Internazionale, dopo un’indagine sul campo, ha accusato formalmente il presidente russo per i crimini di guerra commessi dalle sue truppe nell’invasione dell’Ucraina, in particolare il trasferimento forzato di bambini ucraini in Russia. Il capo del Cremlino ha respinto l’accusa. Da allora non si è più recato in nessuno dei Paesi occidentali nei quali avrebbe potuto essere arrestato, dove per la verità, dopo l’invasione dell’Ucraina, sarebbe difficilmente andato comunque perché non benvenuto.
Un altro caso simile è stato quello dell’ex-presidente della Serbia, Slobodan Milosevic, incriminato per crimini di guerra dal Tribunale Internazionale Speciale per l’ex-Jugoslavia, arrestato dalle autorità del suo Paese dopo avere perso il potere ed estradato all’Aia, dove è morto in carcere per un attacco cardiaco durante il processo. Un altro caso è stato quello di Radovan Karadzic, presidente della Republika Srpska (l’autoproclama repubblica dei Serbi di Bosnia), incriminato per crimini di guerra sempre dallo stesso Tribunale Speciale Internazionale per l’ex-Jugoslavia: a lungo latitante, arrestato a Belgrado nel 2008, nel 2016 è stato condannato a 40 anni di prigione, sentenza commutata in appello in ergastolo.
Verrà incriminato Netanyahu? - Le indiscrezioni riportano forti pressioni diplomatiche sulla Corte Penale Internazionale, in particolare da parte di Stati Uniti e Regno Unito, affinché il premier israeliano e i suoi ministri non vengano incriminati, specie mentre continuano le trattative alla ricerca di un cessate il fuoco a Gaza e per la liberazione degli ostaggi israeliani. Alcune fonti sostengono che la possibilità di un’incriminazione ha già comunque influito sulle decisioni israeliane nelle operazioni militari nella Striscia, inclusa la facilitazione degli aiuti umanitari, anche se quest’ultima era già una reazione alle richieste presentate dalla Corte Internazionale dell’Onu nella prima udienza del processo per genocidio.









