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di Paolo Mastrolilli


La Stampa, 2 marzo 2021

 

L'ex compagna del giornalista e il Washington Post. "L'America non rinunci alla difesa dei propri valori". "Non sono solo gli elettori americani che stanno guardando strettamente se Biden mantiene le sue promesse. Amici e nemici in tutto il mondo monitorano con attenzione le sue azioni, giudicando la forza delle sue convinzioni e calcolando le circostanze in cui la convenienza potrebbe spingerlo a rinunciare ai nostri valori e abbandonarli".

È il monito che Fred Ryan, editore del "Washington Post" per cui lavorava Jamal Khashoggi, ha lanciato al capo della Casa Bianca, chiarendo come la sua stessa credibilità sia già in gioco per il trattamento del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman. Perché "se altri tiranni del Medio Oriente, o altrove, vedranno Mohammed sfuggire a questo comportamento brutale senza conseguenze, non solo la sua mano verrà rafforzata, ma anche gli altri si sentiranno incoraggiati a fare altrettanto".

Governare è più complicato di fare campagna elettorale, e il nuovo presidente lo sta già toccando con mano. Mentre correva per la Casa Bianca, accusava Trump di aver barattato i valori della democrazia americana con l'appoggio di Riad. Ossia abbandono dell'accordo nucleare con l'Iran, e occhi chiusi sulle brutalità di MBS contro gli oppositori, in cambio del sostegno al ritiro americano dal Medio Oriente, e al piano di pace tra israeliani e palestinesi scritto dal genero Jared Kushner. Biden invece prometteva di rimettere i diritti umani al centro della politica estera, e quindi di fare i conti con l'Arabia, che definiva un "pariah".

Ora che è presidente, ha mantenuto la promessa di pubblicare il rapporto dell'intelligence americana che accusa il principe ereditario di aver ordinato il barbaro omicidio di Khashoggi a Istanbul, ma ha evitato di punirlo. Perché vuole "ricalibrare" il rapporto con Riad, parlando col re Salman invece del figlio, ma non può permettersi di perdere un alleato così importante, come aveva quasi fatto Obama.

Gli Usa hanno bisogno dei sauditi, non solo per le forniture di energia, ma soprattutto per gli equilibri regionali. Stabilizzare il Medio Oriente, tenere a bada i terroristi, favorire la ripresa del dialogo tra israeliani e palestinesi per tornare alla soluzione dei due stati, sarebbe impossibile senza di loro. Così come maneggiare la Siria dopo la sostanziale vittoria di Assad nella guerra civile, e soprattutto l'Iran. È vero infatti che Washington vuole riaprire il discorso sull'accordo nucleare, ma Teheran frena, e per avere successo Biden ha bisogno di inserire nel negoziato altri punti come le ingerenze degli ayatollah nella regione o il programma missilistico.

Il presidente è rimasto colpito dalle accuse di ipocrisia, lanciate ora anche dalla compagna di Khashoggi Hatice Cengiz, col messaggio in cui ha chiesto agli Usa di punire MBS. Quindi aveva annunciato nuove iniziative per ieri, ma la Casa Bianca ha chiarito che si riferiva solo ai dettagli per l'applicazione delle misure già decise dal dipartimento di Stato. Tre nomi, nel frattempo, sono stati misteriosamente cancellati dal rapporto dell'intelligence Usa. Ora Biden dovrà trovare il modo di far convivere principi e realismo.