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di Giansandro Merli

Il Manifesto, 4 settembre 2025

In missione verso Gaza. I deputati fanno parte di Pd, 5S, Avs. Schlein e Conte: “Il governo tuteli tutto l’equipaggio”. Questa volta la missione della Global Sumud Flotilla, la più grande di sempre da quando si tenta di rompere l’assedio israeliano a Gaza, diventerà anche un caso di politica interna. Anzi lo è già diventato. Perché dopo l’enorme mobilitazione di Genova e le promesse dei portuali del Calp (“se perdiamo il contatto con le navi anche solo per venti minuti blocchiamo tutto”) ieri quattro parlamentari italiani hanno annunciato che saliranno a bordo. Sono l’eurodeputata di Avs Benedetta Scuderi e la collega Pd Annalisa Corrado, il deputato Pd Arturo Scotto e il senatore 5 Stelle Marco Croatti.

Una scelta forte, che coinvolge tutti i partiti di opposizione e va a colmare quello che rischiava di essere un vuoto del centrosinistra italiano. Sulle imbarcazioni, infatti, saranno presenti esponenti politici francesi, spagnoli e portoghesi. “Le parole di Ben Gvir vanno prese con serietà, abbiamo visto che il governo israeliano non si ferma davanti a niente. Ha superato quasi tutte le linee, violando il diritto internazionale. Quindi tutto è possibile. Ma questo non deve fermarci né intimidirci”, ha dichiarato Scuderi. Il riferimento è alle minacce dell’estremista di destra che nell’esecutivo Netanyahu riveste il ruolo di ministro della Sicurezza nazionale: nei giorni scorsi Ben Gvir ha minacciato i membri della Flotilla: “Li tratteremo come terroristi, li sottoporremo a carcere duro”.

E proprio per chiedere “tutela e sicurezza per tutto l’equipaggio” ieri la segreteria dem Elly Schlein ha preso carta e penna e scritto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro degli Esteri Antonio Tajani. La leader dem, nonostante una parte della minoranza interna sia rimasta su posizioni ambigue o ancora apertamente filo-israeliane, negli ultimi mesi ha alzato il tiro contro il massacro che Tel Aviv conduce ogni giorno a Gaza e contro le violazioni del diritto internazionale in Cisgiordania. Ieri Schlein ha fatto un passo in più sostenendo un’azione diretta di disobbedienza che punta sulla Striscia per portare aiuti e rompere il blocco. Sulla stessa linea d’onda il capo dei 5 Stelle Giuseppe Conte: “La Spagna ha deciso di dare protezione diplomatica a chi sarà su quelle imbarcazioni. Noi chiediamo al governo italiano di fare lo stesso”.

Dalle parti di palazzo Chigi e Farnesina tutto tace. Ma il silenzio sarà più difficile se l’esecutivo israeliano, criticato da Meloni solo a parole, metterà dietro le sbarre quattro parlamentari, insieme a decine di attivisti, giornalisti, sindacalisti, esponenti della società civile. Tra cui diversi italiani. Del resto, nella prima missione della Flotilla dopo l’inizio del genocidio, Tel Aviv non si è fatta problemi a detenere per alcuni giorni l’eurodeputata della France insoumise Rima Hassan, in mezzo ai balbettii del governo Bayrou. Ma anche in mezzo a grosse mobilitazioni stimolate proprio da quella presenza a bordo.

I Centri sociali del nord-est e il sindacato Adl, reduci dal corteo dello scorso sabato al Lido di Venezia, hanno rilanciato l’appello del Calp genovese: “Se bloccano la Flotilla, blocchiamo il porto di Venezia”. Nella serata di ieri, intanto, a Catania è sfilata una manifestazione di sostegno alle imbarcazioni che si aggiungeranno nei prossimi giorni alla Global Sumud Flotilla. “Questa mobilitazione, le migliaia di persone in piazza per il popolo palestinese contro le scelte di Netanyahu, sono il volto bello della Sicilia, che dice no al genocidio, al massacro continuo, alla guerra”, ha affermato il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino.

E la protesta contro i crimini di guerra israeliani dilaga in Spagna, dove ieri la tappa ciclistica della Vuelta con partenza e arrivo a Bilbao non ha avuto un vincitore. I manifestanti con le bandiere palestinesi, che da giorni contestano la partecipazione del team Israel-Premier Tech, hanno bloccato la corsa a pochi chilometri dal traguardo. Così ora anche il direttore tecnico della Vuelta dice: “La squadra di Israele si renda conto che stando qui non facilita la sicurezza degli altri”.