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di Michael Logrippo

antennasud.com, 9 gennaio 2026

La Garante delle persone private della libertà personale della Provincia di Potenza, Carmen D’Anzi, ha partecipato a una seduta della IV Commissione consiliare del Comune di Melfi. Durante l’incontro, D’Anzi ha esposto le principali criticità dei penitenziari italiani, evidenziando problemi come il sovraffollamento, il numero elevato di suicidi e la carenza di personale di Polizia penitenziaria, sanitario ed educativo. Carmen D’Anzi ha sottolineato l’importanza dei percorsi di istruzione e lavoro per i detenuti, considerandoli essenziali per il reinserimento sociale.

Questi percorsi non solo riducono il rischio di recidiva, ma restituiscono dignità a chi ha scontato una pena, aiutando a sviluppare competenze, autostima e senso di responsabilità. L’articolo 27 della Costituzione italiana stabilisce che “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.

D’Anzi ha affermato: “Per scongiurare la recidiva, è necessario attivare percorsi di istruzione e laboratoriali affinché le competenze acquisite durante la detenzione possano trasformarsi in opportunità lavorative concrete”. I dati del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria supportano questa tesi: tra le persone che partecipano a percorsi di trattamento in carcere, la recidiva si attesta tra il 3% e il 7%. Al contrario, per coloro che non accedono a tali percorsi, la recidiva raggiunge il 70%.

Nel primo semestre del 2025, 21.354 detenuti lavoravano, pari al 32% del totale. Di questi, solo il 15,53% (3.350) era impiegato con cooperative e imprese, mentre l’84% (18.004) lavorava per l’amministrazione penitenziaria. La Legge Smuraglia (n. 193/2000) promuove l’assunzione di detenuti attraverso sgravi fiscali e agevolazioni, favorendo il reinserimento sociale e lavorativo e contribuendo a un’economia più inclusiva. Il Presidente del Consiglio comunale, Vincenzo Destino, ha commentato: “Questo incontro rappresenta un’opportunità preziosa di confronto e ascolto. Le condizioni di vita delle persone detenute e i percorsi di reinserimento non riguardano solo il sistema penitenziario, ma coinvolgono l’intera comunità e le amministrazioni locali”. Questo incontro ha messo in luce la necessità di un impegno condiviso nel garantire dignità e opportunità ai detenuti, favorendo un’azione sinergica tra istituzioni e società civile.