di Marco Galluzzo
Corriere della Sera, 25 settembre 2025
La premier negli Usa torna a parlare di odio: c’è chi mi chiama assassina, qualcuno che ha le rotelle fuori posto potrebbe risolvere il problema. “Stiamo facendo le nostre indagini per avere certezze sulle responsabilità, il ministro Crosetto ha autorizzato l’invio di una nave militare per proteggere e assistere, anche se non è autorizzato l’uso della forza, chiaramente la mia condanna è totale”. In una sala privata dell’hotel Peninsula, nel cuore di Manhattan, Meloni si ferma un attimo, per un secondo sembra prendere fiato, ma lo fa per cambiare rotta e puntare l’indice contro gli organizzatori della Flotilla.
La premier è netta: “Detto questo, voglio ribadire quello che penso, tutto questo è gratuito e irresponsabile, non c’è bisogno di rischiare la propria incolumità per consegnare degli aiuti a Gaza, aiuti che il governo italiano potrebbe consegnare in poche ore, quindi credo che vada fatto un richiamo a tutti alla propria responsabilità, particolarmente quando si tratta di parlamentari delle Repubblica italiana, pagati per lavorare con le istituzioni non per costringere le istituzioni a lavorare per loro”.
Meloni rivela che c’è una mediazione in corso, con diversi attori, il governo israeliano, la sede di Cipro del patriarcato di Gerusalemme, una mediazione che punta ad un compromesso che vada bene a tutti, ma senza rompere il blocco navale: Tel Aviv aveva proposto il porto di Ashkelon, ma è stato rifiutato, ora si “sta lavorando per consegnare questi aiuti a Cipro, al patriarcato di Gerusalemme, proposta di mediazione che al momento ha il consenso di Tel Aviv, nostra, di Cipro e del Patriarcato”. Per questo motivo, aggiunge, “faccio un appello: non si può rischiare la vita delle persone, non si possono fare azioni che sembrano fatte apposta per mettere in difficoltà il governo italiano, perché vorrei capire qual è l’alternativa, cosa facciamo? Forziamo il blocco navale, mandiamo le navi della Marina, dichiariamo guerra a Israele? Vorrei una risposta seria dai partiti di opposizione, visto che parliamo di una guerra e non di una partita di bocce, per questo faccio un appello a tutte le forze politiche, bisogna proteggere queste persone e lavorare ad una mediazione”.
La segretaria del Pd, Elly Schlein, non è d’accordo sul giudizio dato da Meloni sulla Flotilla: “Lei resta un’irresponsabile, per aver trascinato l’Italia sulle posizioni di Netanyahu”. Dopo una domanda su Gaza, Meloni rivela di aver parlato diverse volte con Tony Blair, l’ex ministro britannico che sta lavorando con americani e Paesi arabi per costruire un dopoguerra che preveda un progetto di ricostruzione e due Stati. E sulle violenze durante le proteste in piazza che ci sono state in Italia “non sono stupita, non vogliono alleviare le sofferenze di Gaza ma solo attaccare il governo, visto che l’opposizione non ha grandi argomenti li va a cercare in Palestina”. E aggiunge che “sono rimasta colpita dalla reazione dell’opposizione contro la nostra proposta che porteremo in Parlamento”.
Si discute anche dei droni che in questi giorni hanno sorvolato gli aeroporti del Nord Europa, di quelle che vengono giudicate come provocazioni di Mosca: “Dobbiamo fare tutto quello che possiamo fare per non cadere nelle provocazioni, poi se un aereo sconfina, ovviamente, si abbatte ma dobbiamo far di tutto per evitare un’escalation che conviene solo alla Russia, che sta aumentando queste azioni da un lato per distogliere attenzione dal fallimento dell’offensiva estiva e poi per far sentire minacciati gli europei e in questo modo magari troncare l’invio di aiuti a Kiev”.
Sono passati esattamente tre anni da quando il governo ha vinto le elezioni: “Vado fiera di essere ancora viva”, scherza Meloni, ma “c’è ancora tanto lavoro, sono contenta dell’economia, stiamo lavorando sui prezzi dell’energia, e abbiamo ancora due anni per costruire un puzzle più ampio”. Il tema di un possibile prelievo sulle banche in vista della Finanziaria? “Ci confronteremo con gli alleati ma io credo che possiamo lavorare insieme alle banche per un progetto comune”.
Si torna alle polemiche sull’omicidio di Charlie Kirk, anche perché ieri a Torino manifestanti in sostegno della Flotilla hanno lasciato scritte come “Meloni come Kirk” o graffiti con un mirino e il nome della premier al centro: “Non strumentalizzo, in piazza bruciano i miei manichini, in tv rappresentanti dell’altra parte politica invitano la gente a venire sotto casa mia, non voglio fare nomi, vengo definita come complice di Gaza, o assassina, il rischio che qualcuno che non ha tutte le rotelle a posto domani decida di risolvere questo problema, viene in mente o no? Bisogna denunciare un clima che si sta deteriorando. Ho il dovere di fare un appello ad abbassare i toni e alla responsabilità”.










