di Maurizio Carucci
Avvenire, 10 gennaio 2026
“Noi abbiamo lavorato moltissimo sulla sicurezza, chiaramente gli anni di lassismo non sono facili da cancellare”. Detto ciò, “i risultati per me non sono sufficienti”, dunque “questo è l’anno in cui si cambia passo e si fa ancora di più”. “Se vogliamo garantire sicurezza occorre lavorare tutti nella stessa direzione: governo, forze di polizia e magistratura, che è fondamentale in questo disegno”, ha detto la premier citando alcuni casi di cronaca degli ultimi giorni, sottolineando che “spesso le toghe rendono vano il lavoro delle forze dell’ordine e del Parlamento”.
Misure anti-maranza - I provvedimenti varati dal governo sulla violenza minorile “non bastano, il fenomeno delle gang giovanili e i cosiddetti maranza continuano a imperversare, perciò stiamo lavorando a un altro provvedimento specifico sul tema che verrà presentato nei prossimi Consigli dei ministri”. Così la premier. Meloni ha citato, come esempio, il decreto Caivano e ricordato: “Su quello abbiamo raccolto consigli che venivano dai magistrati che operano in quei territori e crediamo di aver contribuito a colmare alcune lacune nel nostro ordinamento, tra cui la possibilità di arrestare in flagranza un minore che sia in possesso di arma da fuoco. Lo dico per ricordare che allora il governo fu accusato di voler arrestare i minori, ricordo un titolo di giornale, “Il governo vuole arrestare i bimbi”, ma non era e non è il nostro intento che è diametralmente opposto, è quello di salvare i minori”. Contro la violenza giovanile “la legge penale non risolve tutto, c’è il tema dell’educazione, della responsabilità, della lotta al degrado e all’abbandono scolastico. Quando ci siamo insediati la dispersione scolastica era all’11,5% oggi è all’8,7%, il che significa che abbiamo recuperato 500mila minori dalla dispersione scolastica. Dovremmo essere fieri, come per la reintroduzione dell’educazione civica e del voto in condotta”.
Migranti - “La linea dell’Europa sull’immigrazione è stata completamente ribaltata. Al mio primo Consiglio europeo di questo tema non si parlava. Oggi si parla di difesa dei confini, norme per i rimpatri, soluzioni innovative, non più il tema di distribuire i migranti, ma di fermare l’immigrazione illegale lavorando con i Paesi di transito e di origine dei migranti. L’Italia ha fatto su questo tema la differenza. L’Italia ha fatto su questo tema la differenza”, ha osservato la premier.
Carceri - “Amnistia, indulto, uscita anticipata sono provvedimenti tampone, sperimentati molte volte in passato, che non hanno risolto nulla. Anzi, per paradosso, oltre a minare il principio della certezza della pena, hanno consentito alla politica di fare finta che il problema non esisteva più. Abbiamo il sovraffollamento carcerario perché la politica ha pensato che si faceva un provvedimento e si risolveva il problema del sovraffollamento”. “Io penso che uno Stato serio lo debba affrontare in modo strutturale. In Italia non ci sono abbastanza posti, il governo sta facendo un piano per coprire la carenza di posti che ci sono: 11 mila nuovi posti da qui alla fine del 2027 è il nostro obiettivo, questo è un modo serio per difendere la dignità dei detenuti senza compromettere la dignità dello Stato”, auspicando anche che “il Parlamento approvi velocemente il provvedimento di iniziativa governativa per il trasferimento dei detenuti tossicodipendenti nelle strutture di cura”.










