sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

Ristretti Orizzonti, 11 gennaio 2024

Stefano l’ho conosciuto il 10 ottobre 2023 quando si è affacciato al Laboratorio Musicale. L’ho visto muoversi un po’ impacciato ed esprimersi con qualche difficoltà. Subito ci ha detto che sapeva suonare la pianola e che avrebbe voluto farci leggere dei testi di canzoni che aveva scritto. Qualche volta era mancato all’appuntamento del martedì ma quando era ritornato aveva chiesto di essere aggregato al piccolo gruppo di chitarre percussione e sassofono che si esercitava il venerdì per rinforzare la prova del martedì e alla fine dopo qualche difficoltà burocratica ci era riuscito. Da ultimo per il “Concerto di Natale” aveva chiesto di cantare una canzone che era stata composta da un compagno di “corso” nel frattempo scarcerato.

Un esempio di riuscita integrazione, apparentemente, e qui sorgono le mie perplessità. Con un pregresso di cure psichiatriche di 13 anni, come ho saputo dalla sua educatrice, come è possibile che un soggetto possa stare in carcere in quelle condizioni, invece di essere curato? La musica può essere un canale per far emergere delle attitudini che i casi della vita hanno frustrato ma non sempre può fare miracoli. È con questo “tarlo” che ripenso a Stefano, alla sua mitezza e allo stesso tempo al suo essere disorientato di fronte alla crudezza della vita quotidiana.

Massimo Quadro

Cara Manuela e cara Redazione, quale triste storia! Anche io sono stata insegnante di scuola superiore e mi sono trovata, nei miei lunghi anni di attività, molti casi di questo genere, soprattutto nella fine degli anni 70, alcuni con tragici epiloghi. Ho provato grande dolore e ne provo tuttora a leggere questa vicenda: tanto più che ho frequentato S. Maria Maggiore come volontaria del Granello di Senape e lì ho ritrovato uno di questi vecchi allievi.

Da lì era stato spostato in una comunità e poi non ne ho saputo più nulla. È una sconfitta nostra, della società e la riprova di quanto poco la struttura carceraria e ancor prima una mancante assenza di alcun sostegno verso queste persone ci sia nella nostra istituzione civile. Tutta la mia comprensione e vicinanza.

Laura Soave

Pazzesco... Sono davvero senza parole. Grazie per questa condivisione. Ricorderò anch’io Stefano, alla mia maniera, con una preghiera per lui, per essergli vicino in un modo che spero gli arrivi. Che vicenda tragica, che fallimento. So che il fallimento non è di voi volontari, anzi, so che fate e date il massimo e vi ringrazio.

Angiola Gui