Ansa, 7 marzo 2015
L'ex capo del temuto Cartello di Sinaloa, Joaquin Guzman, detto El Chapo, ha presentato una denuncia insieme a boss del narcotraffico rinchiusi nel carcere di alta sicurezza El Altiplano, per lamentarsi delle presunte "condizioni inumane" in cui vivono, e che rappresenterebbero una violazione dei loro diritti umani.
La denuncia, presentata nei giorni scorsi alla Commissione nazionale per i diritti umani (Cndh) è stata firmata da 136 reclusi, fra i quali - oltre al Chapo Guzman - anche Hector Beltran Leyva, fondatore del cartello che porta il suo nome; Edgar Valdez Villareal, detto La Barbie; Miguel Angel Felix Gallardo e altri "nomi illustri" del narcotraffico messicano arrestati dalla polizia e condannati dalla giustizia locale.
I boss si lamentano del cibo che viene offerto nel carcere - "pollo con vermi, carne andata a male, fagioli con sassolini" - delle condizioni in cui vengono trattate le persone che vengono a visitarli e dello stato in cui si trovano le istallazioni per le visite coniugali: "materassi vecchi e sfondati, con le molle visibili e una sporcizia e un odore insopportabili". I reclusi eccellenti denunciano anche che soffrono a causa del sovraffollamento del carcere, dove le celle sono previste per due prigionieri ma in realtà ne ospitano tre, "per cui uno di loro deve per forza dormire per terra".











