L'Osservatore Romano, 3 gennaio 2020
Sedici detenuti del carcere di Cieneguillas, centro di riadattamento e reinserimento sociale maschile nello Stato di Zacatecas, nel centro del Messico, hanno perso la vita, e altri cinque sono rimasti feriti, nel pomeriggio del 31 dicembre durante uno scontro fra bande rivali.
Lo ha reso noto un comunicato del ministero della Pubblica sicurezza emesso dopo che le autorità avevano ripreso il controllo del penitenziario. Gli scontri tra i detenuti, armati di coltelli e pistole, sarebbero durati circa tre ore quando la polizia penitenziaria è riuscita a riportare la situazione sotto controllo con il contributo di agenti della polizia statale e metropolitana, si legge nella nota del ministero.
In serata, il segretario della Pubblica sicurezza dello stato di Zacatecas, Ismael Camberos Hernàndez, ha precisato che nel corso di una ispezione successiva all'incidente, sono state sequestrate quattro armi da fuoco e diverse armi bianche che presumibilmente sono state introdotte nel centro di detenzione durante le visite dei familiari. L'ipotesi sollevata da Camberos Hernàndez è che le armi da fuoco siano entrate proprio martedì 31 dicembre.
La settimana scorsa infatti c'era stata un'ispezione in cui erano stati trovati oggetti proibiti come smartphone, droga e coltelli, ma non pistole. Inoltre, Camberos Hernàndez ha affermato che 120 detenuti sono stati trasferiti per prevenire attacchi, in quanto appartenenti a cinque cartelli. L'ufficio del procuratore generale di Zacatecas ha aperto indagini sul personale del Centro regionale di riadattamento sociale di Cieneguillas per possibili collusioni con i detenuti.










