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messinatoday.it, 22 agosto 2026

“Troppo caldo nel nido, serve subito una soluzione”. Il bambino è arrivato ieri con la madre detenuta. Il Garante per l’Infanzia lancia l’allarme sulle temperature nel reparto sotto il tetto, privo di climatizzazione: chiesto un pediatra e avviata la ricerca di un condizionatore portatile. Un bambino di appena 18 mesi è arrivato ieri, 20 agosto, nella Casa circondariale di Gazzi insieme alla madre detenuta. Ma adesso a preoccupare è soprattutto il caldo all’interno del Nido del carcere, dove mamma e figlio dovranno trascorrere la loro permanenza.

A sollevare il caso è il Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Comune di Messina, Giovanni Amante, che ha scritto al sindaco Federico Basile, al presidente del Consiglio comunale Massimiliano Minutoli e ai consiglieri comunali per condividere una situazione ritenuta particolarmente delicata. Il Nido della Casa circondariale, spiegano i garanti, è stato più volte visitato e viene descritto come un ambiente “accogliente e ben predisposto” per ospitare i figli delle detenute. Un’attenzione riconosciuta anche al personale dell’Amministrazione penitenziaria, con il quale i garanti affermano di essere in costante interlocuzione.

Il problema è il caldo - La criticità riguarda però le condizioni climatiche all’interno del Nido, che si trova sotto il tetto della struttura e non dispone di un impianto di refrigerazione. Le temperature di questi giorni, secondo la segnalazione, stanno creando condizioni di “notevole disagio” per la donna e soprattutto per il bambino, che ha appena un anno e mezzo. Amante parla di una situazione che rende problematica la permanenza di madre e figlio e si è attivato per cercare una soluzione immediata. L’obiettivo è trovare un climatizzatore portatile, considerato però una misura necessariamente temporanea. La ricerca, almeno finora, non è stata semplice: i garanti spiegano di aver contattato diversi centri commerciali, ma le scorte disponibili sarebbero esaurite. La ricerca, comunque, prosegue.

Parallelamente è stato richiesto che il piccolo venga visitato urgentemente da un pediatra, anche per verificare le sue condizioni di salute e valutare se l’ambiente sia compatibile con la permanenza del bambino insieme alla madre. Una verifica che assume particolare importanza proprio considerando l’età del piccolo e le elevate temperature registrate in questi giorni. Il Garante sottolinea inoltre il lavoro svolto dal personale della Casa circondariale, con il quale vengono condivise le possibili soluzioni per affrontare l’emergenza.

“La comunità deve essere coinvolta” - La lettera è stata condivisa anche con la Garante dei detenuti Lucia Risicato, con la quale il Garante comunale afferma di operare in sinergia sulle situazioni che riguardano la Casa circondariale, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze. Quello del Nido di Gazzi è un tema già seguito in passato dai garanti, anche in occasione di precedenti detenzioni che hanno coinvolto bambini molto piccoli. L’obiettivo dichiarato è quello di garantire, nonostante il contesto carcerario, condizioni il più possibile adeguate ai minori che si trovano a vivere la detenzione insieme alle madri.

Ora, però, il caldo aggiunge un problema concreto e immediato. “Nella qualità di garanti comunali competenti abbiamo sentito la forte responsabilità di condividere con Voi tutti questa situazione”, si legge nella comunicazione inviata ai rappresentanti istituzionali. Per il Garante è necessario che la comunità sia coinvolta, a partire proprio da chi rappresenta i cittadini. La priorità, intanto, è trovare rapidamente una soluzione per rendere più sostenibile la permanenza di una madre detenuta e, soprattutto, di un bambino di appena 18 mesi che, pur non avendo commesso alcun reato, si trova a vivere dietro le mura del carcere.