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di Eliana Riva

Il Manifesto, 4 maggio 2025

Un 35enne nigeriano forse colto da infarto. Presentata un’interrogazione. Il deputato Pd Stefanazzi: “Sono stato lì in visita ma non mi hanno detto nulla”. Era al Cpr di Restinco (Brindisi) dallo scorso gennaio e, nella notte tra l’1 e il 2 maggio, è morto nel suo letto apparentemente per cause naturali. La storia di un 35enne nigeriano filtra così, senza ulteriori spiegazioni, da uno dei centri di detenzione amministrativa in cui vengono trattenuti cittadini stranieri in attesa di espulsione. Sul corpo dell’uomo verrà eseguita un’autospia e solo allora si saprà di più su quanto è accaduto. Le prime testimonianze parlano di un infarto fulminante arrivato nel cuore della notte: inutili i soccorsi arrivati sul posto, inutili i tentativi di rianimazione.

Il giorno successivo alla sua morte, al Cpr di Restinco si era recato in visita il deputato del Pd Claudio Stefanazzo, al quale però non è stato riferito nulla della tragedia appena avvenuta. “Non sono stato informato - dice - magari perché qualcuno ha pensato non fosse così importante, oppure per evitare inutili fastidi. C’era il personale sanitario quando ha avuto il malore? Si poteva fare qualcosa per salvarlo? Vedremo se qualcuno risponderà all’interrogazione parlamentare che depositerò”.

La questione del Cpr di Restinco, del resto, è ormai da diversi mesi salita all’onore delle cronache.

“Mi è stato riferito - dice ancora Stefanazzo - che la percentuale di quelli che devono ricorrere a psicofarmaci è di oltre il 50 percento. Da quando il governo ha trasformato il centro in Albania in Cpr è iniziata una specie di lotteria. Dopo l’ordine da Roma vengono pescati dal mazzo ragazzi con storie diverse, con problemi differenti e spediti lì senza che sappiano che stanno andando in un’altra nazione. Costretti a contattare, dopo essere giunti lì, i loro avvocati, quelli che li seguivano in Italia, con tanti saluti ai diritti che le leggi riconoscono persino a questi disperati. C’è qualcosa di perverso in questo meccanismo, che interroga tutti noi, e che fa ricadere sulla politica, di cui sono parte, colpe enormi”.

“Apprendiamo con indignazione della morte di un ragazzo detenuto nel centro di Restinco - dichiara il segretario di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo -. Il livello di impunità raggiunto in questi campi di internamento è tale che, anche durante l’ispezione di un parlamentare è stata taciuta la notizia del decesso. Non sappiamo ancora se anche l’uomo ucciso dal Cpr fosse o meno destinato all’esternalizzazione delle espulsioni in Albania. Di lui sappiamo ancora poco, del resto la sua come quella di chi è rinchiuso negli altri centri, è considerata vita di scarto”. Venivano da Restinco anche le due persone il cui trattenimento è stato bloccato venerdì dalla Corte d’appello di Lecce, che ha sollevato la questione di costituzionalità relativamente all’ultimo decreto flussi. La faccenda adesso verrà approfondita dai giudici della Consulta.