di Fabrizio Geremicca
Il Manifesto, 31 maggio 2026
Assemblea con decine di associazioni ed esponenti delle istituzioni nel comune in cui il governo vorrebbe costruire una nuova struttura. Tre ore di assemblea con la partecipazione di decine e decine di associazioni e persone con storie anche molto diverse le une dalle altre. Il progetto del ministro Piantedosi e del governo Meloni di costruire a Castel Volturno (in località La Piana) un centro di permanenza per i rimpatri da 120 posti - il bando da 43 milioni di euro è scaduto un paio di giorni fa - ha mobilitato ieri nel centro Fernandes gestito dalla Caritas nel Comune della provincia di Caserta il fronte del no: dall’ex Canapificio di Caserta, a Legambiente, dagli scout ai padri comboniani, dall’Agesci ad Emergency, dal centro sociale Insurgencia a Mediterranea, dalla Cgil (c’era il segretario regionale Nicola Ricci) alla Uil.
Tutti uniti dall’obiettivo di intralciare i piani di chi vorrebbe realizzare “un campo di detenzione”. Alla fine Andrea Morniroli, l’assessore alle Politiche sociali della giunta regionale, che ha svolto il ruolo di moderatore dell’assemblea, ha contato 36 interventi. Roberto Fico, il presidente della Campania, ha parlato per ultimo ed ha detto: “La sicurezza si fonda sui diritti e non su altro e l’immigrazione è tra le più grandi opportunità e risorse che abbiamo nel nostro paese. Chi non lo vede non comprende cosa significhino denatalità e aree interne”, ha detto il governatore. Che poi ha aggiunto: “Castel Volturno non ha bisogno dei Cpr, ma di progetti di rigenerazione urbana, di ripristino della linea di costa e di abbattimento di ciò che è abusivo”.
Fico ha lasciato trapelare che per bloccare i piani di Piantedosi e del governo la Regione ricorrerà ad “un atto deliberativo”. L’ipotesi alla quale si sta lavorando potrebbe essere quella di classificare la località La Piana, quella dove è previsto il Cpr, come una Zona a protezione speciale, nella speranza di preservarla così dal cemento. Si tratta infatti un’area umida di interesse molto rilevante per diverse specie di uccelli. A indicare la strada erano state alcune settimane fa le associazioni ambientaliste Asoim ed Elsa. Affinché il progetto vada in porto, tuttavia, c’è la necessità che il ministero dell’Ambiente trasmetta la richiesta della Regione a Bruxelles. In altre parole, serve la collaborazione del governo Meloni. Si spiega forse anche così l’affermazione di Fico sulla volontà di non andare allo scontro con l’esecutivo, che è stata poi commentata con favore da Gianpiero Zinzi, parlamentare e responsabile in Campania della Lega: “Accolgo positivamente l’affermazione del presidente Fico che non andrà allo scontro con il governo”. Parole, quelle dell’esponente leghista, dettate forse anche dal tentativo di smorzare la rilevanza e il significato di quanto era accaduto in mattinata al centro Fernandes.
Il progetto della Zps che punta a bloccare il Cpr in virtù della rilevanza naturalistica della località prescelta dovrà in ogni caso fare i conti con il decreto Cutro equipara i Centri di permanenza per il rimpatrio a strutture per la difesa nazionale. Significa che per costruirli sono ammesse una infinità di deroghe alle norme paesaggistiche, urbanistiche e ambientali.
Nel corso dell’assemblea di ieri numerosi interventi hanno sottolineato peraltro che la battaglia, affinché abbia qualche possibilità di successo, non può limitarsi a una vertenza giuridica e amministrativa. Pietro Lagnese, vescovo di Caserta e arcivescovo di Capua, citando papa Leone XIV, ha invitato perciò “a una ostinata resistenza. Da qui parte oggi il movimento che vorrebbe diventare popolare e dire no ai Cpr ovunque. Nei giorni scorsi abbiamo ascoltato che se ne preparano altri 6 in Italia. Dire no al Cpr è dire sì alla dignità della persona sempre e dovunque”. Ci si è lasciati con una serie di appuntamenti. Il 13 giugno a Napoli una iniziativa promossa da Mediterranea per documentare con immagini e testimonianze di chi c’è stato cosa accade nei Cpr già aperti in Italia. Il 20 giugno il corteo dei migranti nel capoluogo campano, che avrà tra i suoi punti qualificanti proprio l’opposizione ai Cpr. A fine mese, poi, ci sarà un evento pubblico nel centro di Castel Volturno per coinvolgere i residenti. Nelle prossime settimane tutte le realtà presenti ieri in assemblea cominceranno a lavorare all’organizzazione di un corteo nazionale che in autunno sfilerà a Castel Volturno contro le politiche migratorie del governo Meloni e dell’Europa.










