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di Luca Monticelli


La Stampa, 15 luglio 2021

 

Sì all'emendamento Pd sulla Guardia costiera di Tripoli. Di Maio: "L'Italia in prima linea per la tutela dei migranti". Dopo un lungo braccio di ferro il governo accoglie la proposta del Pd di affidare all'Europa gli accordi per l'addestramento e la cooperazione con la Guardia costiera libica. Ieri sera le commissioni Esteri e Difesa della Camera hanno approvato l'emendamento firmato dai deputati dem Enrico Borghi e Lia Quartapelle. L'esecutivo, nell'ultima riformulazione del testo, si è impegnato a verificare dalla prossima programmazione, all'inizio del 2022, le condizioni per il superamento dell'attività di assistenza alla Guardia costiera libica, trasferendone le funzioni ad altre operazioni. Esultano dal Nazareno per il risultato raggiunto: "Grazie alla determinazione del Pd si pongono le condizioni per un impegno più forte della missione europea Irini a guida italiana per la formazione e l'addestramento delle unità navali preposte al controllo dei confini marittimi".

Tutti contenti o quasi, perché dentro il Partito democratico diversi parlamentari volevano lo stop della missione a causa dei crimini di cui si sono macchiate le autorità di Tripoli e il mancato rispetto dei diritti umani. L'ex presidente dem Matteo Orfini e Laura Boldrini hanno già annunciato che oggi in aula voteranno contro la risoluzione nella parte che riguarda la Libia. Deluse le Ong, le associazioni, i radicali e la sinistra che ieri sono scese in piazza Montecitorio per dire basta alle intese con le autorità libiche.

Il Pd porta a casa un'iniziativa sulla quale si è speso in prima persona il segretario Enrico Letta, ma la rottura con l'esecutivo è stata a un passo. Il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova aveva inizialmente bocciato l'emendamento a prima firma Borghi e Quartapelle, proponendo una riscrittura che aveva mandato su tutte le furie lo stesso Borghi: "Non si può subordinare la nostra proposta a una serie di questioni internazionali - diceva ieri pomeriggio il deputato - spero che ci si renda conto che il Pd non è qui di passaggio ma è una forza di governo, questo atteggiamento burocratico nei nostri confronti non si capisce". Dallo staff del segretario si chiedeva "un impegno preciso e chiaro" e non "un annacquamento" del provvedimento.

Da Bruxelles si apprende la notizia con un po' di scetticismo perché l'addestramento della Guardia costiera libica rientra già nel mandato dell'operazione europea Irini, ma da più di un anno, in sostanza da quando la missione è partita, non è mai stato messo in pratica a causa delle resistenze di Tripoli. Lo stallo è dovuto anche alla presenza sul campo della Turchia. Prima delle elezioni di fine anno in Libia sarà difficile trovare un'intesa tra tutte le parti in gioco.

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, rispondendo a un'interrogazione durante il question time a Montecitorio, sostiene che "il governo non ha disposto e non disporrà finanziamenti a favore della Guardia costiera libica. Tutte le nostre iniziative di supporto in materia migratoria - assicura - si ispirano al principio della tutela delle condizioni dei migranti e dei rifugiati nel Paese". Il capo della Farnesina aggiunge che "l'Italia continuerà a dialogare con le autorità libiche "per garantire maggiore protezione ai più vulnerabili e favorire il progressivo superamento dei centri di detenzione".

Il mare continua a inghiottire senza sosta i corpi e le speranze di chi affronta le sue pericolose rotte, nel disperato tentativo di raggiungere una nuova vita in Europa. Secondo i numeri diffusi dall'Oim, l'Organizzazione internazionale per le migrazioni, nei primi sei mesi del 2021 sono 1.146 i migranti partiti senza mai arrivare, una cifra più che raddoppiata rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nel Mediterraneo centrale, oltre a incontrare la morte, si rischia di essere intercettati e riportati in Libia (a giugno è successo a 15 mila persone, il triplo rispetto al primo semestre 2020), dove chi torna, denuncia l'agenzia dell'Onu, è soggetto a "detenzioni arbitrarie, estorsioni, sparizioni e atti di tortura".