di Vincenzo Pellico
La Repubblica, 8 luglio 2025
Dopo le proteste della notte scorsa (domenica 6 luglio), la tensione è ulteriormente salita con centinaia di persone salite sui tetti delle strutture. Chiedono soprattutto celerità nel rilascio dei documenti in particolare per coloro che hanno fatto richiesta di asilo politico. È durata quasi quattro ore la protesta di circa un centinaio di detenuti del Cpr di Bari, che nel pomeriggio di oggi, lunedì 7 luglio sono saliti sui tetti della struttura per denunciare condizioni di vita ritenute insostenibili.
Nuove tensioni al Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di Bari (nel vecchio aeroporto militare di Palese), dove centinaia di persone detenute hanno occupato i tetti della struttura per denunciare condizioni di vita giudicate insostenibili. Tra i motivi della protesta: il cibo risultato avariato, la totale mancanza di igiene e la lunga permanenza all’interno del centro legata alla sola irregolarità dei documenti. La protesta ha coinvolto quasi tutti i moduli del Cpr, a eccezione del modulo 6, i cui detenuti - impossibilitati a salire sul tetto - hanno aderito alla sommossa con uno sciopero della fame. Sebbene all’interno della struttura fosse presente un presidio della Polizia, le forze dell’ordine hanno scelto di non intervenire per motivi di sicurezza, considerato l’alto numero di persone coinvolte.
Nella notte tra domenica 6 e lunedì 7 luglio, la situazione già difficile è ulteriormente degenerata: alcuni moduli sono stati incendiati. Secondo alcune fonti interne, i detenuti avrebbero dato fuoco a materassi utilizzando fiammiferi, nel tentativo di provocare una reazione. Nella mattinata di oggi, 7 luglio, la protesta è ripresa: in tanti sono tornati sui tetti, bloccando l’ingresso degli avvocati alla struttura e di fatto impedendo lo svolgimento delle udienze previste per la convalida o la proroga del trattenimento amministrativo. I detenuti avrebbero poi invocato la presenza di giornalisti, interessati a far sapere delle condizioni di estrema criticità e disagio nelle quali verserebbero.
Particolarmente delicati gli eventi accaduti nel modulo 2, dove una persona è andata in overdose da metadone ed è stata trasportata in ospedale. Altre si sono ferite e, inoltre, due detenuti hanno tentato il suicidio per impiccagione. Entrambi sarebbero stati successivamente allontanati dal centro. Nel corso della protesta, secondo fonti interne, uno dei detenuti si sarebbe sentito male. Alcuni attivisti all’esterno avrebbero tentato di segnalare l’emergenza ai soccorsi, ma il personale medico non sarebbe potuto intervenire, in quanto - da prassi - la richiesta d’aiuto deve arrivare direttamente dall’interno del centro. I Cpr continuano a essere oggetto di dure critiche per le condizioni di vita all’interno. Nel frattempo, un gruppo di attivisti ha organizzato un presidio fuori dal centro per esprimere sostegno alle persone detenute e chiedere un intervento in tempi brevi.











