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di Giansandro Merli

Il Manifesto, 10 giugno 2025

Oltre Adriatico vengono deportate anche persone con problemi psichiatrici certificati nei Cpr di provenienza. Il giudice di pace di Roma ha dato ieri il via libera alla proroga del trattenimento a Gjader di un cittadino della Guinea. In settimana sono previste altre cinque udienze analoghe davanti all’ufficio del magistrato non togato. Nel caso specifico non ha ritenuto sufficiente a decretare la liberazione dell’uomo né il procedimento sulla mancanza di regolazione dei modi della detenzione amministrativa pendente davanti alla Consulta - è stato esaminato ieri in camera di consiglio - né il fatto che la Cassazione abbia sollevato alla Corte di giustizia europea dei dubbi di compatibilità del Cpr albanese con le direttive rimpatri e procedure.

Il giudice di pace sembra dissentire dall’orientamento degli ermellini. “Il trattenimento presso il Cpr dell’Albania, in quanto è assoggettato alle medesime regole dei Cpr siti sul territorio nazionale, non appare in contrasto con la direttiva rimpatri”, dice il provvedimento di ieri. Alla difesa del cittadino straniero resta la carta del ricorso per Cassazione: finirebbe davanti alla prima sezione penale, la stessa che ha chiesto l’intervento del tribunale di Lussemburgo.

In senso diametralmente opposto aveva invece deliberato venerdì scorso la Corte d’appello di Roma. Qui finiscono le richieste di convalida del trattenimento di chi chiede asilo dietro le sbarre di Gjader: la domanda modifica lo status giuridico della persona, che da “irregolare” diventa richiedente asilo. Così cambia anche l’organo giudiziario competente. Rilevando che esiste “un insanabile dubbio di compatibilità tra la normativa nazionale rilevante per l’adozione del provvedimento di convalida e il diritto europeo vincolante nel nostro ordinamento, come rilevato dalla Suprema Corte”, il giudice ha ritenuto di “non poter fare altro” che rigettare la richiesta di detenzione amministrativa di un cittadino del Marocco.

Inevitabilmente le residue presenze nel centro di Gjader continueranno a calare nei prossimi giorni. Al momento non si conoscono i numeri esatti. Dovrebbero essere una trentina, ma si tratta di stime. Il governo non ha particolare interesse a far sapere cosa sta succedendo all’interno, mentre resta da capire se, nonostante l’ordinanza della Cassazione, tenterà comunque di deportare oltre Adriatico nuove persone. Intanto emergono nuovi dettagli inquietanti rispetto ad alcuni dei migranti trasferiti negli ultimi round, il mese scorso. Almeno due migranti coinvolti presentavano forti vulnerabilità psichiatriche accertate nei Cpr di provenienza (come riportato nei documenti visionati dal manifesto). Li avrebbero dovuti liberare, invece sono stati deportati.

Si tratta di un guineano e di un algerino (quest’ultimo manifestava pure un rischio suicidario). Arrivati a Gjader sono stati esaminati dalla commissione sanitaria che ha stabilito la non idoneità alla detenzione. Il guineano è stato rimandato in Italia. L’algerino, come raccontato da questo giornale il 4 giugno scorso, è stato comunque rimpatriato.