di Luciana Cimino
Il Manifesto, 19 dicembre 2025
Nella Giornata internazionale dei lavoratori migranti e delle loro famiglie, anche il Cnel presieduto da Renato Brunetta avvisa il governo: gli immigrati sono irrinunciabili. Il rapporto sulle migrazioni 2025 del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, “Conoscere per includere” ha evidenziato la funzione di “ammortizzatore” del progressivo calo della popolazione autoctona delle migrazioni. Spiega l’indagine statistico-demografica realizzata con l’Organismo nazionale di coordinamento per le politiche di integrazione (Onc) che i cittadini di origine straniera, oltre a fungere da “leva demografica”, hanno un ruolo anche nella tenuta economica del paese, grazie alla presenza di una forte componente giovane e in età attiva.
Le crisi internazionali degli ultimi anni hanno provocato, si legge nel documento, un aumento significativo delle richieste di asilo: il 15,7% in più nel 2024 rispetto all’anno precedente. Di questi l’8,1% sono minori. Il rapporto contribuisce anche a chiarire che il 65,4% degli alunni di origine straniera è nato in Italia. Di questi quasi un milione non ha ancora la cittadinanza italiana. Rimane il fatto che l’incidenza di povertà assoluta tra le famiglie con almeno uno straniero è pari al 30,4%. Dato che sale al 35,2% per le famiglie composte esclusivamente da persone straniere, mentre scende al 6,2% per le famiglie formate da cittadini italiani. Per il Cnel la causa di questo divario risiede “nella difficile collocazione delle persone migranti nel mercato del lavoro e nel loro rapporto con/entro le istituzioni e le reti sociali”.
A dimostrazione di questo, a pochi chilometri dalla sede di presentazione del rapporto, a Roma, si teneva un presidio degli “esodati” dal permesso di lavoro. A piazza Montecitorio con gli organizzatori (tra cui A Buon Diritto, Acli, ActionAid, Arci, Asgi, Cgil, Emergency, Ero Straniero, Oxfam Recosol) anche una folta rappresentanza di lavoratori provenienti dal Bangladesh, tra le principali vittime (assieme alle persone che provengono da India, Sri Lanka e Pakistan) delle storture del decreto flussi. Sono arrivati regolarmente in Italia con un contratto di lavoro, salvo scoprire che era una truffa, o che l’azienda era fallita o che il datore era irreperibile. Ma per legge non possono trovare nel frattempo un altro lavoro regolare.
“Così si creano situazioni di disagio sociale - ha spiegato Papia Aktar, responsabile immigrazione Arci Roma - anche perché sono chi si trova in questa situazione viene abbandonato, senza informazioni, senza un ufficio a cui rivolgersi per sapere come devono destreggiarsi e quali diritti hanno, come l’assistenza sanitaria e rimangono in balia di consulenti truffaldini”. Molti di loro sono costretti a fare poi domanda d’asilo.
“Continuiamo - ha affermato l’avvocata Federica Ramiddi di Asgi - a chiedere al governo una circolare che permetta un permesso in attesa occupazione e che venga superato il meccanismo del decreto flussi che negli anni ha prodotto irregolarità e violazioni sistematiche dei diritti, esponendo i lavoratori a ricatti e truffe, sfruttamento e caporalato”. Anche il rapporto Onc-Cnel ha sottolineato la necessità di ampliare i canali di ingresso e di inclusione lavorativa “con un duplice obiettivo: offrire ai lavoratori non comunitari reali percorsi di integrazione e, al tempo stesso, rispondere alle esigenze di sviluppo del Paese”.









