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di Fabio Albanese


La Stampa, 26 febbraio 2021

 

Il rapporto della Fondazione Ismu fotografa la situazione dell'immigrazione in Italia nel 2020. Sbarchi aumentati, richieste di asilo diminuite così come i nuovi permessi di soggiorno. Ma chi si aspettava che il fenomeno dell'immigrazione sia concentrato nelle immagini dei gommoni che attraversano a fatica il Mediterraneo centrale, resterà deluso perché dei quasi 6 milioni di stranieri residenti in Italia, coloro che arrivano dall'Africa sono meno di quanto si possa pensare. La comunità più numerosa residente in Italia è quella dei rumeni (22,7%), seguita da albanesi (8,4%), marocchini (8,2%), cinesi (5,7%), ucraini, filippini, indiani, bangladesi, egiziani e pachistani.

Sono dati contenuti nel 26esimo rapporto della Fondazione Ismu (Iniziative e studi sulla multietnicità) sulle migrazioni 2020, presentato nei giorni scorsi a Milano. L'Ismu stima che, al primo gennaio 2020, gli stranieri presenti in Italia siano 5 milioni 923 mila su una popolazione di 59 milioni 641 mila, vale a dire un decimo. Un numero sostanzialmente invariato rispetto all'anno precedente. Gli immigrati residenti sono circa 5 milioni, cioè l'85%, gli irregolari poco meno di mezzo milione, con un calo dell'8% rispetto al 2019.

Nonostante l'emergenza pandemia, nel 2020 sono aumentati gli sbarchi, 34 mila, dopo due anni di diminuzione, ma sono in calo le richieste d'asilo, 28 mila contro le 43 mila del 2019. "Nonostante la ripresa degli sbarchi, il fenomeno migratorio nel nostro Paese mostra i segnali di una fase di relativa stagnazione - rileva il rapporto Ismu -. Tale tendenza potrà verosimilmente accentuarsi anche a seguito della crisi economica che il post-pandemia porterà con sé, rallentando gli arrivi e incentivando la mobilità degli stranieri e naturalizzati verso altri Paesi. In prospettiva una riduzione della consistenza numerica è attesa anche per quanto riguarda la componente irregolare, su cui agiranno sia gli effetti della sanatoria intervenuta nel corso di quest'anno, sia l'eventuale riduzione della forza trainante di un mercato del lavoro che quasi certamente faticherà a recuperare le posizioni, già non brillanti, dell'epoca pre-Covid".

Al 31 dicembre 2020, nelle strutture di accoglienza in Italia risultavano essere presenti 80 mila migranti, dato in netta diminuzione rispetto agli anni passati. Ne ospita di più la Lombardia (13% del totale), seguono Emilia Romagna e Lazio. Per quanto riguarda i minori non accompagnati, il dato negli ultimi 5 anni è in continua crescita e oscilla tra il 13,2% e il 15,1% di tutti i migranti arrivati. La maggior parte sono maschi, a fine 2020 erano 7080.

Il rapporto affronta anche altri temi legati all'immigrazione, come quello del lavoro. Gli occupati stranieri in Italia nel 2019 erano 2 milioni e mezzo su una popolazione in età di lavoro di circa 4 milioni. Il 15,6% di tutti i disoccupati italiani è rappresentato da stranieri. Per quanto riguarda la scuola, il rapporto nota come la didattica a distanza dovuta alla pandemia abbia penalizzato maggiormente i figli dei migranti che, in totale, sono circa 850 mila, il 10% di tutti gli alunni delle scuole italiane. Il numero più alto di alunni stranieri è in Lombardia, 218 mila, seguita da Emilia Romagna (100 mila), Veneto (94 mila), Lazio e Piemonte (79-78 mila), Toscana (71 mila). Al Sud, la Campania supera la Sicilia. Grave il dato sul ritardo scolastico perché, se la media nazionale è del 9%, per gli alunni stranieri raggiunge il 30%.

Nel rapporto della Fondazione Ismu, particolare interesse lo ha il focus sulla relazione tra immigrazione, media e politica che, sebbene il Covid abbia poi modificato i temi del dibattito nazionale, nei primi nove mesi del 2020 fa emergere come i telegiornali abbiano dedicato al tema immigrazione il 6% dei servizi contro il 10,4% del 2019, considerato in questo senso un anno record. "Stesso trend si riscontra per la stampa - fa notare l'Ismu.

L'immigrazione non fa più notizia sulle prime pagine (da marzo a giugno, la media è stata di circa 10 titoli a testata in un mese, contro i 30 nel 2019)". Scarsa la voce data agli stessi protagonisti, cioè i migranti, mentre a parlare del fenomeno sui media sono soprattutto i politici. "Tra gennaio e settembre 2020, la politica nelle notizie sull'immigrazione è presente nel 25-30% dei casi, nei sette principali Tg di prima serata - sottolinea il rapporto -. Un tema quello dell'immigrazione che sembra essere in cima alle priorità più dei politici, soprattutto per motivi di consenso, che dei cittadini, afflitti da ben altri problemi. Secondo un'indagine Ipsos-Iusses 2020, infatti, i principali motivi di preoccupazione per gli italiani sono l'occupazione e l'economia (78%), mentre l'immigrazione preoccupa solo il 14% degli intervistati".