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di Alessandra Ziniti

 

La Repubblica, 21 novembre 2019

 

La ministra Lamorgese: decreto entro Natale. Permessi, si allenta la stretta. E le sanzioni per le navi di soccorso passano da un milione a 50 mila euro. Il decreto sicurezza ter arriverà prima di Natale e spazzerà via le megamulte fino ad un milione di euro e le confische delle navi che Matteo Salvini aveva introdotto per mettere fuori gioco le Ong che avessero osato violare il suo divieto di ingresso in acque territoriali per sbarcare in Italia i migranti.

Ma non solo: ripristinando quella che fonti del Viminale definiscono l'irrinunciabile "cornice degli obblighi costituzionali e internazionali" relativi al diritto d'asilo, si riaprono in qualche modo le maglie della protezione umanitaria ormai crollata dal 28 all'i per cento dei casi in esame. Questo, almeno, nelle intenzioni della ministra dell'Interno Luciana Lamorgese che, con gli uffici legislativi del Viminale, ha messo a punto le modifiche promesse sia al primo che al secondo decreto sicurezza, seguendo le precise indicazioni che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva affidato alle lettere che hanno accompagnato la firma di entrambi i decreti.

"È già pronto uno schema di provvedimento, ne devo parlare in Consiglio dei ministri. Posso già dire che nel testo saranno inserite modifiche connesse alle osservazioni pervenute dal presidente della Repubblica", ha annunciato ieri la ministra in commissione Affari Costituzionali della Camera. Ben sapendo che la strada che dovrà portare il provvedimento in Consiglio dei ministri prima di Natale non sarà affatto facile.

Lamorgese ha fatto il suo lavoro, tecnico-giuridico, ma la decisione ultima sarà collegiale e politica. E si prevede un confronto acceso tra le due anime del governo, con il Pd che vorrebbe scardinare l'impianto salviniano e il M5S che resiste. Per questo, prima di arrivare ad un testo, lo schema di modifiche proposto dal Viminale sarà oggetto di confronto con il premier Conte e i capidelegazione di Pd e M5S. La Lega va all'attacco: "Pronti alle barricate, in aula e in piazza".

"Sproporzionate rispetto ai comportamenti", le aveva definite il Capo dello Stato nella lettera inviata al premier Conte e ai presidenti di Camera e Senato, Fico e Casellati firmando il decreto bis che, accogliendo un emendamento, aveva portato fino a un milione di euro le sanzioni. La modifica proposta è quella di ritornare alle multe previste nella originaria formulazione, da 10.000 a 50.000 euro e tornando a tenere in debita considerazione, per l'eventuale confisca delle navi, la reiterazione della violazione dell'eventuale divieto di ingresso in acque territoriale.

Con una chiara tipizzazione dei mezzi che possono essere oggetto di multe e con il riferimento al dovere di soccorrere i naufraghi. Si corregge il tiro anche sul primo decreto sicurezza con il chiaro ripristino, nell'esame delle richieste di protezione, della cornice normativa della Costituzione italiana e del diritto internazionale. Non è il ritorno del permesso umanitario ma le commissioni dovranno tenere in debito conto il rispetto nei Paesi d'origine dei migranti delle libertà democratiche.

L'oltraggio a pubblico ufficiale Torna la non punibilità per "particolare tenuità del fatto" che era stata abolita e soprattutto la differenza tra l'offesa rivolta ai tutori dell'ordine pubblico (e ai magistrati) rispetto a quella nei confronti di funzionari pubblici.