di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 3 dicembre 2025
Intervista all’eurodeputata Cecilia Strada. Oggi il voto in commissione Libe su “paesi terzi sicuri” e “Paesi di origine sicuri”. “Rischia di essere la fine del diritto d’asilo, una conquista nata dalle tragedie e dalle deportazioni del ‘900”. Cecilia Strada, europarlamentare eletta da indipendente nelle liste Pd, commenta così i nuovi regolamenti sui paesi sicuri oggi al voto in commissione al Parlamento europeo.
Oggi la commissione Libe vota in merito ai “paesi terzi sicuri” e “paesi di origine sicuri”. Lei ha più volte denunciato i rischi che queste nuove norme comportano in materia di diritti...
Questi due file che votiamo oggi vanno visti insieme al nuovo regolamento rimpatri che voteremo presto, e di fatto sanciscono la fine del diritto d’asilo. I paesi di origine sicuri sono un concetto molto semplice: se vieni da un paese che consideriamo sicuro la tua richiesta di asilo sarà esaminata in modo accelerato e senza le stesse garanzie. Quali sono questi paesi? Innanzitutto i paesi candidati Ue, che lo sono considerati automaticamente, e già questo dovrebbe far discutere. Ci sono poi paesi extra europei che sono imbarazzanti: Tunisia, Egitto, Bangladesh, Colombia. L’altra cosa imbarazzante della Commissione è che non rende pubbliche le schede paese: l’Agenzia europea dell’asilo le ha prodotte e la Commissione le ha usate come base per decidere. Ma non possono essere rese pubbliche. E dentro queste stesse schede c’è scritto che non sono sicuri, perché vengono riportati fatti che noi tutti sappiamo: pena di morte e carcere a oppositori politici, ad esempio.
Cosa vanno a modificare le nuove norme?
Ai paesi terzi sicuri viene tolto il criterio di connessione: finora per la legge europea non è possibile mandare persone in un posto con cui non abbiano un significativo legame. Questa cosa viene sostituita da altre due opzioni: se hai transitato in quel paese, il che è già ridicolo, oppure se è un paese con cui lo Stato membro ha un accordo. E questo invece è devastante. Un punto che dovrebbe preoccupare anche la destra e non solo chi ha a cuore i diritti fondamentali: per quale motivo questi paesi dovrebbero accettare? Soldi. Eticamente ci stiamo mettendo nella condizione di spostare soldi ed esseri umani attraverso i confini, quello che fanno i trafficanti che diciamo di combattere. Politicamente invece cosa accadrà quando questi Stati vorranno più soldi? Che i paesi europei saranno ricattabili. Stiamo istituzionalizzando l’ingiustizia e la stupidità. La Commissione europea, poi, quando legifera sulle migrazioni non produce più una valutazione d’impatto, che sarebbe obbligatoria. Dicono che sia per l’urgenza di dare una risposta: Frontex invece dice che gli arrivi sono in calo e le previsioni per il 2026 fanno vedere una diminuzione ancora più marcata, cosa che non è necessariamente una bella notizia, perché vuol dire che magari gli individui sono bloccati in qualche lager libico. Per cui stiamo parlando solo di propaganda.
Presto entrerà in vigore il nuovo Patto migrazione e asilo, che contiene i “return hubs”. Questi non sono la stessa cosa dei centri in Albania, che erano pensati invece per le procedure accelerate di frontiera, ma anche di recente il commissario europeo Brunner ha ribadito di apprezzare la linea di Meloni...
I regolamenti in parte modificano già il Patto che sarà in vigore dal 2026, cosa che ha fatto arrabbiare diversi colleghi. Una cosa molto poco rispettosa del parlamento, cambiare le regole a sei mesi dall’entrata in vigore dopo anni di negoziazioni. La Commissione europea esprime una maggioranza di centrodestra che guarda anche all’estrema destra, per cui c’è evidentemente consonanza di vedute. Poi quando dicono che l’Albania ha fatto scuola sanno anche loro che stanno mentendo. Ho fatto 8 giorni di ispezioni a Gjader e la violazione dei diritti è palese. Per cui l’Albania insegna che se volete un modello che funzioni, fate tutto l’opposto.
Anche su questi regolamenti il Partito popolare sembra pronto a votare insieme alle altre destre, creando una maggioranza senza i voti dei socialisti. Lo abbiamo fatto presente alla relatrice del regolamento: come fa il Ppe, che si definisce campione dei diritti europei, ad allearsi ora con forze che invece vogliono smontare l’Europa e distruggere i diritti? È oggettivamente una pessima fine per il Partito popolare.










