di Andrea Pravato
Corriere del Veneto, 23 aprile 2026
“Arrivati in Italia dopo un percorso ad ostacoli. Ora vogliamo integrarci”. L’esperienza di Vicenza: gli iscritti sono 120: “Nei nostri paesi vita impossibile a causa di un regime o della povertà”. Storie, lingue e nazionalità diverse si incrociano al civico di via Vaccari. Tante vite differenti, quindi, spesso segnate da un passato che non ha fatto sconti, ma che hanno un desiderio comune: imparare l’italiano, trovare un lavoro, e integrarsi quindi in una nuova comunità. Sono più di un centinaio i cittadini stranieri che frequentano i corsi offerti gratuitamente da Comunicando, associazione attiva dal 2010 nell’organizzazione di corsi gratuiti di lingua italiana rivolti a cittadini stranieri. C’è chi proviene da paesi di guerra e chi è arrivato in Italia per raggiungere un parente, chi fa doppiamente fatica ad imparare una lingua non essendo mai andato a scuola (ma ci sono anche medici e avvocati), chi invece in poco tempo ha fatto passi da gigante. È il caso di Abderrahmane, ventottenne marocchino, che ha raggiunto Vicenza a inizio 2025. In primavera ha iniziato a frequentare i corsi di Italiano, dopo la pausa estiva è tornato tra i banchi a settembre e a dicembre ha iniziato lavorare in fabbrica alla Beltrame. Nonostante ciò, tra un turno e l’altro, Abderrahmane torna in via Vaccari, per affinare il suo italiano.
“I maestri sono bravi e appassionati - dice sorridendo -. Ci aiutano non solo nella lingua, ma anche nel trovare lavoro”. C’è poi chi ad oltre quarant’anni vuole ricostruirsi una vita in Italia, paese raggiunto dopo un percorso a ostacoli. È il caso di Vincent, che proviene dal Camerun: “Nel mio paese non potevo più vivere con il regime che governa, che lascia alla popolazione corruzione e povertà - dice Vincent leggendo la lettera scritta al sindaco Giacomo Possamai e all’assessore al Sociale Matteo Tosetto, ieri in visita al centro civico -. Per colpa di una sanità debole ho perso mio figlio di 6 mesi. Qui in Italia desidero integrarmi, lavorare e sentirmi un uomo che ha una dignità”.
Sono 120, tra donne e uomini dai 20 fino agli oltre 50 anni che frequentano i corsi di italiano: 54 provenienti dall’Africa, 22 dall’Asia, 20 dall’America Latina, 20 dall’Europa, tre dall’Australia e uno dalla Cina. I volontari dell’associazione - nata nel 2010 nella sede di villa Tacchi, e dopo la pandemia presente unicamente in via Vaccari - sono 25, molti ex insegnanti in pensione, impegnati gratuitamente due o quattro giorni a settimana. Quello che fanno è un servizio - oltretutto che si regge con autofinanziamenti e donazioni - che va anche a riempire una zona grigia non raggiunta dallo Stato. Oltre al fatto che spesso i posti disponibili nei Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (Cpia) si esauriscono velocemente, nei corsi di Comunicando gli iscritti possono imparare i primi rudimenti, come l’alfabeto, un requisito richiesto per accedere a i Cpia.
In più, l’associazione sta cercando di posare ponti con il mondo del lavoro. Ad esempio, ha avviato con la scuola edile Palladio un corso dedicato alla sicurezza nei cantieri e alla formazione pratica, in partenza a maggio. Una decina di frequentanti avrà la possibilità di essere inserito nelle imprese del territorio. “Questa è la Vicenza che vogliamo nei confronti di chi arriva qui e vuole studiare, lavorare e che vuole integrarsi - conclude il sindaco -: una città accogliente e che costruisce le condizioni per fare in modo che queste persone siano parte della nostra comunità”










