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di Paolo Delgado

Il Dubbio, 1 agosto 2026

Le destre europee cavalcano la crisi umanitaria nell’enclave spagnola. E l’Italia chiude le frontiere con la Spagna. Si perdoni il cinismo ma la realtà è impietosa: per la destra italiana, europea e occidentale la fiumana di migranti che ha invaso Ceuta sperando di fare dell’enclave un trampolino verso il continente è un terno al lotto, un’occasione forse unica. In Europa l’Italia è il Paese che ha suonato l’allarme più a distesa di tutti. Il ministero dell’Interno ha disposto la chiusura delle frontiere marittime e aeree con la Spagna, sospendendo quindi il trattato di Schengen. Una decisione che arriva dopo le parole di Giorgia Meloni, che aveva spalleggiato esplicitamente il ministro degli esteri Tajani che già giovedì sera si era detto favorevole alla sospensione del trattato di Schengen sulla libera circolazione per la Spagna e aveva messo all’indice il governo spagnolo di Pedro Sanchez accusandolo di fatto di aver provocato l’ondata migratoria di Ceuta con la decisione di regolarizzare 500mila immigrati.

La situazione, tra Italia e Spagna, è già da incidente diplomatico. Il ministro degli Esteri spagnolo Albares ha definito “indegne di un Paese amico” le parole dell’omologo italiano. Madrid ha convocato ufficialmente l’ambasciatore italiano Buccino Grimaldi con tanto di protesta formale. Ma Roma non ha alcuna intenzione di arretrare. Al contrario ha tutto l’interesse sia politico che elettorale nell’esaltare la distanza e lo scontro con un Sanchez in innegabile difficoltà.

In Europa le dà man forte la Finlandia, favorevole alla sospensione del trattato. In Germania a riprendere e rilanciare la proposta estrema non è stato il cancelliere Merz ma chi lo insidia la destra, l’AfD ormai primo partito nei sondaggi. In Francia incalza Le Pen e il governo promette di irrigidire i controlli ai confini. Ne Regno Unito Farage cita la premier italiana: “Ha ragione Giorgia Meloni. La Russia evoca apertamente il sacco di Roma del 410 d.C. E scusate se è poco. Musk e Stephen Miller, il duro tra i duri dell’amministrazione Trump paventa a sua volta il saccheggio: “I democratici vedranno le vostre case caplestate e rubate dagli invasori e ne gioiranno”. La destra vede l’occasione per sfondare ogni resistenza e fa il possibile per coglierla.

Formalmente la proposta italiana è irrealizzabile. I trattati non contemplano la possibilità di sospendere unilateralmente Schengen. Quel che l’Italia può fare, e che è già stato fatto 17 volte, e 448 in tutta la Ue, è ripristinare i controlli ai confini. Spagna e Italia non sono Paesi confinanti: significherebbe quindi reintrodurre sino a emergenza terminata l’obbligo di presentare passaporto o carta d’identità valida per l’espatrio nei porti e aeroporti. Ma in tutta evidenza il controllo tramote “strumenti straordinari” sui confini è meno importante della occasione offerta non solo alla propaganda elettorale ma anche all’attacco finale contro il Paese che è oggi la vera bestia nera della destra italiana e occidentale, cioè la Spagna di Pedro Sanchez.

Considerare Ceuta come ovvia e inevitabile conseguenza della politica migratoria spagnola in controtendenza con la svolta anche della Ue, significa dare un colpo micidiale alle formule diverse da quelle della Fortezza Europa e di conseguenza alla sinistra che le sostiene, per la verità senza grande chiarezza sulle proprie proposte alternative. Elly Schlein critica infatti il governo ma per l’irresponsabilità con cui è arrivata alla crisi diplomatica con Madrid. Bonelli se la prende con l’Europa del riarmo, che spende per gli eserciti invece che per l’Africa. Il M5S, sul tema, ha da sempre ha una posizione molto diversa da quelle degli alleati. Mariolina Castellone, ex capogruppo e vicepresidente del Senato, prende di mira il governo per criticare la Spagna dopo aver però permesso l’ingresso di 300mila clandestini. “Sarebbero gli altri Paesi europei a dover sospendere Schengen per l’Italia”, ironizza qualche pentastellato.

Ma ogni tentativo di spuntare l’arma che i disperati di Ceuta hanno consegnato a Meloni e all’intera destra è votato almeno per ora al fallimento. Proprio mentre nell’enclave spagnola in Marocco venivano abbattute le barriere, il presidente Mattarella, nella Cerimonia del Ventaglio, citava papa Leone e invitava a smettere di affrontare l’immigrazione “con la logica dell’emergenza”. Era un monito chiaro e sonoro ma il capo dello Stato è stato sfortunato. Il fragore di Ceuta ha sovrastato le sue parole e non poteva essere altrimenti. Intanto sale a oltre 40 il numero di migranti morti nelle ultime ore nel tentativo di raggiungere Ceuta e i cui cadaveri sono stati recuperati dalle forze di polizia al largo dell’enclave spagnola in Marocco. Ma è un numero destinato a crescere. Secondo le fonti spagnole, inoltre, più di 25mila migranti arrivati negli ultimi giorni a Ceuta sono già rimpatriati in Marocco.