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di Andrea Siravo

La Stampa, 2 dicembre 2023

Blitz della Finanza in via Corelli per verificare la gestione di Martinina. Tutti i servizi promessi risultano “assenti e comunque gravemente deficitari”. Al Cpr di Milano quando ieri mattina hanno suonato al cancello si aspettavano l’arrivo di un nuovo migrante destinato a essere espulso. Non certo di vedere i militari della Guardia di Finanza e i pm della Procura.

Arrivati a sorpresa, con un decreto di ispezione, per verificare le presunte gravi inadempienze nell’erogazione dei servizi della società Martinina che gestisce il centro di via Corelli dall’aprile 2022. Come già l’allora senatore Gregorio De Falco nel sopralluogo del maggio 2022, anche gli inquirenti milanesi hanno constatato la quasi totale discordanza tra quanto scritto nell’offerta con cui la srl di Pontecagnano Faiano (Salerno) ha vinto l’autunno scorso l’appalto da oltre 1,2 milioni di euro e la realtà nella struttura di detenzione amministrativa. “Assenti e comunque gravemente deficitari”, è la dicitura che accompagna - nel provvedimento dei magistrati - tutti i servizi promessi dalla Martinina. Tra le carenze più gravi i “servizi di mediazione linguistica assenti e comunque gravemente deficitari” e ancora peggio sul piano medico “prestazioni sanitarie specialistiche raramente effettuate per mancanza di fondi” a cui si aggiunge la “mancanza di medicinali”. Così come il “servizio di ausilio psicologico/psichiatrico, largamente insufficiente e fornito da personale che non conosce le lingue parlate dagli ospiti del Cpr” e quello legale “assente”. Non hanno nulla a che vedere con “materie prime provenienti da produzione biologica, Dop, Igp e tradizionali” i pasti offerti agli ospiti, una cinquantina al momento dell’ispezione. Anzi, “spesso il cibo è maleodorante, avariato e scaduto”. Ma le irregolarità non riguarderebbero solo la gestione quotidiana del centro, ma sarebbero state commesse già nella procedura di gara. In particolare, il direttore del centro Alessandro Forlenza, 49 anni, e la madre Consiglia Caruso, 72 anni, firmataria dell’offerta tecnica, avrebbero allegato “documenti contraffatti e apocrifi” di fittizi protocolli d’intesa con associazioni e ong “esterne” per migliorare la vita dei trattenuti. Diversi contratti all’insaputa degli enti del terzo settore come nel caso di Vis (Volontariato internazionale per lo sviluppo) in cui il nome del responsabile legale che ha firmato l’accordo non corrisponde ad alcun referente dell’organizzazione. E anche con defunti, se si prende il caso della convenzione con l’associazione “Scarioni 1925”. L’accordo per educare i migranti allo sport e cultura del 24 agosto 2022 reca la firma dell’ex presidente della società sportiva. Peccato che sia morto nel febbraio 2020. La procuratrice aggiunta Tiziana Siciliano e i pm Paolo Storari e Giovanni Cavalleri accusano Forlenza, la madre e la società stessa di “frode in pubbliche forniture” e di “turbativa d’asta”.

Nessuna ipotesi di illecito penale invece per la prefettura che avrebbe potuto fare verifiche nella fase di aggiudicazione della gara d’appalto e ancora nell’esecuzione del contratto. Ciononostante la “costante ed approfondita attività di monitoraggio” riferita in una nota da Palazzo Diotti che ha portato all’apertura di “un procedimento amministrativo” a Martinina “per la contestazione di talune condotte ritenute contrarie agli obblighi contrattuali”. Criticità gestionali che non riguarderebbero le carenze nei servizi, ma una maggiorazione delle ore effettivamente svolte dagli operatori del Cpr. Da qui “l’irrogazione della massima sanzione convenzionalmente prevista”. Il dossier sulla struttura di via Corelli sarà al centro del prossimo comitato ordine e sicurezza pubblica. La prima spina per il neo prefetto Claudio Sgaraglia che si insedierà il 4 dicembre. Dalla politica poche reazioni. “Da tempo diciamo che i Centri per il rimpatrio sono vere e proprie galere e andrebbero aboliti”, ha commentato la senatrice dell’Alleanza Verdi e Sinistra, Ilaria Cucchi, che pochi giorni fa ha presentato una interrogazione al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sul cpr di via Corelli.