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di Caterina Stamin

La Stampa, 10 agosto 2025

Dopo la bocciatura del tribunale che ha definito “discriminatorie” le file davanti all’ufficio stranieri, Siulp, Siap e Fsp difendono la questura condannata. I sindacati di polizia reagiscono alla sentenza del Tribunale di Torino, che ha condannato la questura cittadina e il Ministero dell’Interno per la gestione delle cosiddette “code della vergogna” e delle procedure relative alle richieste di asilo e rinnovo dei permessi di soggiorno.

La posizione del Siulp - “Pur condividendo le legittime preoccupazioni espresse dalla magistratura - dice Eugenio Bravo, segretario generale del Siulp di Torino - va ricordato che denunciamo da anni le condizioni assurde in cui sono costretti ad attendere gli stranieri, tutti regolari e in attesa di verifica o rinnovo del permesso di soggiorno”. Una situazione che si è ripercossa, sottolinea il sindacato, anche sugli agenti degli sportelli dell’Ufficio immigrazione: “Abbiamo segnalato più volte negli anni le difficoltà non solo degli utenti, ma anche dei poliziotti impegnati nelle pratiche, costretti a operare in ambienti inidonei, prima tra tutti la sede di corso Verona: una struttura pericolante e insalubre, che metteva a rischio sia la salute dei lavoratori che la dignità delle persone in coda per ore e ore”.

Dalla sede di corso Verona a corso Bolzano - Oggi corso Verona non esiste più. Dallo scorso marzo l’Ufficio Immigrazione si è spostato in corso Bolzano, a pochi passi dalla questura di corso Vinzaglio. Nuovi sportelli a cui si aggiungono quelli attivi in via Dorè, in via Botticelli, oltre a quelli nei commissariati di Bardonecchia, Ivrea e Rivoli.

“Il Comune è arrivato persino a ridurre lo spazio esterno peggiorando la situazione, per aprire un cantiere per una palestra adiacente - continua il sindacato - Questo in contraddizione alla sbandierata solidarietà espressa più volte dal sindaco di Torino”. E conclude: “Oggi la situazione potrà migliorare solo grazie all’impegno del questore, che ha individuato una nuova sede e introdotto procedure online, nonostante la riduzione di organico imposta dal Ministero”.

La posizione del Siap - Lo stesso per il sindacato Siap, che parla di una “situazione kafkiana”. Spiega il segretario Pietro Di Lorenzo: “Dopo aver “condannato” la Questura e il Ministero dell’Interno, ci chiediamo se il prossimo passo sarà quello di condannare penalmente qualche singolo poliziotto. In una situazione kafkiana, invece di prendere provvedimenti affinché del problema utenza straniera agli sportelli se ne facciano carico Regioni, Comuni, enti e sindacati, così bravi a criticare, si colpisce l’anello debole della catena: i poliziotti”.

Il carico di lavoro degli agenti - Anche Di Lorenzo sottolinea il carico di lavoro degli agenti dell’Ufficio Immigrazione: “Tutti sanno che per un’affluenza così alta in tutta Italia il personale non solo non basta ma nemmeno c’è. Nessun ufficio pubblico sarebbe in grado di rispondere in maniera adeguata a tale richiesta ed invece alla polizia chiediamo forse di lasciare da parte ogni attività di prevenzione e contrasto al crimine, impiegare ogni singolo poliziotto a ricevere le istanze e magari destinare tutti i locali di polizia a sportelli per gli stranieri. Incredibile ma vero”.

La posizione di Fsp - “Apprendiamo con sdegno le accuse rivolte agli operatori dell’ufficio immigrazione che riteniamo ingiuste ed infondate, i colleghi fanno un lavoro eccezionale se paragoniamo in numero delle pratiche trattate con il personale a disposizione” commenta anche il segretario generale Fsp Polizia Torino, Luca Pantanella. E aggiunge: “Proprio l’ultimo anno ha visto triplicarsi il numero delle pratiche trattate, gli operatori sono da sempre in prima linea su vari fronti. Le domande di asilo politico vengono accolte e trattate nei tempi previsti dalla legge e mai si è registrata alcuna discriminazione, in quanto tutte le etnie possono far accesso all’iter di protezione internazionale. L’ufficio inoltre accoglie da sempre le istanze di vulnerabilità segnalate dagli enti e dall’associazioni”.

Anche Pantanella sottolinea come non sia “affatto aumentato l’organico a disposizione, il chè fa evincere il grande sacrificio di chi lavora in questo ufficio, spesso anche in condizioni precarie e presso strutture provvisorie, tanto che da anni vi era l’allarme per la ricerca di una nuova sede per dare dignità ai colleghi ed alle persone in coda, cosa rimasta per anni inascoltata dal Comune di Torino ed accolta invece dalla Curia. La polizia farà ricorso perché è nell’assoluta buona fede, ci auguriamo che la verità emerga”.