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di Valentina Petrini

La Stampa, 24 marzo 2025

C’erano 200 milioni di euro dell’Unione Europea nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per il superamento dei ghetti di migranti in Italia. Fondi che probabilmente perderemo o - nella migliore delle ipotesi - saranno spesi per comprare prefabbricati invece che per il recupero di “soluzioni alloggiative, di trasporto, di assistenza sanitaria e d’istruzione, dignitose per i lavoratori del settore agricolo”. Trentasette i comuni d’Italia mappati tra cui dividere lo stanziamento. La fetta più consistente (114 milioni di euro) ai comuni pugliesi. La mappa è quella dei campi di semina e raccolto tra le province di Foggia, Bari e Brindisi.

Quella dei pomodori rosso sangue, dei lavoratori schiavizzati, qualcuno anche brutalmente ucciso, oppure morto bruciato dentro le case baracche, perché d’inverno fa freddo e per riscaldarsi si dà fuoco alla plastica. Borgo Mezzanone, Borgo Tressanti, Borgo Libertà, Ghetto Ghana, Torretta Antonacci, Borgo Tre Titoli. I caporali arrivano nei ghetti quando è ancora buio, caricano i braccianti e li portano nei campi.

Poi li riprendono e questi poveracci spariscono nuovamente come topi nelle fogne. “Andremo a cercare gli scafisti lungo tutto il globo terracqueo” aveva detto Giorgia Meloni dopo la strage di Cutro. In questo caso era semplice: i caporali, trafficanti, sono nei ghetti, non dovevamo nemmeno girare il globo per trovarli. “Molte volte abbiamo offerto ai lavoratori ospitalità nelle nostre chiese ma loro sanno che senza documenti non sono liberi e non vengono. Ho detto chiaramente al governo che per superare i ghetti serve la regolarizzazione”.

Don Pasquale Cotugno è responsabile Caritas immigrazione, i prefabbricati non li vuole. Il decreto ministeriale che ripartisce le risorse è il n. 55 del 29 marzo 2022. Maria Dibisceglia è vice sindaco e assessore alle Politiche sociali del comune di Cerignola, uno dei destinatari dei fondi Pnrr. “Noi siamo pronti da dicembre 2022, tutti gli altri comuni interessati da gennaio 2023. Ad oggi siamo ancora fermi per colpa del governo. Oggi Cerignola va verso la rinuncia. Non me la sento di esporre i miei cittadini al rischio di dover pagare penali per il mancato raggiungimento degli obiettivi”. Il 7 ottobre 2024 i sindaci di Manfredonia, San Severo, Cerignola, San Marco in Lamis, Lesina, Poggio Imperiale, Carpino e il Commissario Straordinario di Carapelle, hanno scritto al governo per protestare per i ritardi accumulati.

“Oggi il governo, attraverso il commissario straordinario nominato - udite udite - solo a giugno del 2024, ci ha fatto sapere che non c’è più tempo e dobbiamo sostituire i progetti per le case con i prefabbricati. Una richiesta assurda. Usiamo i fondi europei per fare altri ghetti?”.

Serve un piccolo riassunto di date per non perdersi nel rimpallo di responsabilità. Nel 2022 il governo Draghi avvia la consultazione con i Comuni per definire il metodo di spesa dei soldi Pnrr. Viene inviato a tutti un questionario, predisposto dal ministero del Lavoro, per realizzare una sorta di censimento sulle presenze migranti nei ghetti e decidere quindi come ripartire i 200 milioni di euro. “Chi entra nei ghetti a schedare i lavoratori stranieri? Non certo enti locali o associazioni. Abbiamo compilato il questionario inserendo numeri ipotetici sulla base dell’esperienza acquisita”.

Simona Venditti è stata assessora alle Politiche Sociali del Comune di San Severo fino a giugno 2024, poi è decaduta, ma è la memoria storica che ha gestito dall’inizio la partita. “Il nostro progetto era considerato da tutti tra i migliori. Case, servizi, percorsi di regolarizzazione e ricongiungimenti. Ci sono stati assegnati 27 milioni di euro. San Severo a gennaio 2023 era pronta”.

Cade Draghi, arriva Meloni. Si ferma tutto. Un anno dopo viene nominato il commissario straordinario, Maurizio Falco, a decorrere dal 24 giugno 2024. A quel punto però è già tardi: i PAL (Piani di azione locale) dei comuni interessati non vanno più bene. Troppo ambiziosi, il commissario chiede ai sindaci di sostituire le case con i container. Lidya Colangelo è la nuova sindaca di San Severo che eredita la patata bollente dalla collega Venditti: “Non siamo d’accordo ma firmeremo la convenzione con il governo per spirito di umanità. Restano però domande a cui il governo non ha ancora risposto: chi smantella i vecchi ghetti? Chi paga gli allacci dei servizi? Chi gestirà le assegnazioni dei nuovi alloggi?”.

Domenico Lamarca è il sindaco di Manfredonia, il comune che insieme a Foggia ha diritto alla fetta più consistente di finanziamento: circa 54 milioni di euro. “Non ce la siamo sentiti nemmeno noi come San Severo di rinunciare, nonostante i ritardi governativi clamorosi. Abbiamo detto però al commissario Falco: no ai container, sì ai prefabbricati all’interno di un progetto più ampio, che veda la regione Puglia cabina di regia e preveda anche percorsi di regolarizzazioni”.

E il governo cosa ha risposto? “Che per ora non è questa l’urgenza, ma solo spendere i soldi Pnrr”. Altri sindaci invece vanno verso la rinuncia. Rocco Di Brina, sindaco di Carpino: “Non costruiremo nuovi ghetti di prefabbricati, vogliamo ristrutturare immobili diffusi nel centro storico. Siamo pronti da due anni. Ad oggi avrei già finito i lavori. Sono ritardi ingiustificabili da parte del governo”. Michele Merla, sindaco di San Marco in Lamis: “Noi pensiamo di rinunciare, non ci sono più i tempi nemmeno per comprare prefabbricati. Ma poi veramente il governo crede che così superiamo i ghetti?”. Nella relazione della Corte dei Conti sui Piani Urbani Integrati per il superamento degli insediamenti abusivi per combattere lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura sono certificati i ritardi e le criticità.

“Alla luce delle difficoltà emerse, tali da causare lo stallo dell’iniziativa il cui termine di realizzazione era fissato al marzo 2025, il Governo ha nominato un Commissario straordinario” e ha previsto “un diretto coinvolgimento delle Regioni in supporto alle amministrazioni comunali e che le procedure di acquisto dei prefabbricati saranno centralizzate e fatte da Consip o Invitalia”. “Potevamo essere d’accordo all’acquisto di prefabbricati come soluzioni abitative temporanee per i veri stagionali - dice Azmi Jarjawi, responsabile immigrazione Cgil Puglia - ma qui noi abbiamo manodopera in gran parte stanziale. Quei ghetti rappresentano anche problemi di ordine pubblico”.

“Ghetti di Stato simili a quelli dell’Albania - denuncia Leonardo Palmisano, docente di sociologia, autore di molti libri inchiesta sul fenomeno del caporalato, in libreria con Italia apartheid - ecco cosa farà in Puglia il governo con i soldi del Pnrr”. E le mafie ringrazieranno.