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di Grazia Longo

La Stampa, 9 marzo 2023

Spunta norma contro la corruzione nell’accoglienza: il governo studia un provvedimento per stoppare eventuali altri casi Soumahoro, introducendo più controlli sulle realtà che incassano soldi pubblici. “Regole più stringenti sull’accoglienza, una stretta sui permessi umanitari”, la linea della Lega che insiste sulla necessità di tornare ai decreti sicurezza di Salvini.

La linea di Fdi è quella di puntare alle norme che verranno inserite nel Consiglio dei ministri di domani a Cutro, poi di aprire il confronto in Parlamento. Il partito di via Bellerio torna a chiedere “l’allontanamento di chi non ha diritto a stare in Italia come fanno tutti gli altri Paesi del mondo”. “Stiamo preparando un decreto importante ed equilibrato che reintroduce alcune regole di salvataggio e sicurezza”, ha detto il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Salvini. Il testo è ancora in lavorazione e il pre-consiglio dei ministri, in un primo momento convocato per le 16 di oggi, è slittato a questa mattina alle 8,30.

Ma il contenuto del decreto potrebbe arrivare direttamente nel Consiglio dei ministri, spiega una fonte. I partiti attendono di conoscere cosa verrà inserito. “Non possiamo discutere di misure se non abbiamo ancora visto niente”, dice un esponente di primo piano del partito di via Bellerio. È prevista la linea dura contro gli scafisti e un’aggravante in caso di naufragio dell’imbarcazione e di morte dei migranti. Ma nel pacchetto non ci saranno solo misure di contrasto: oltre all’intenzione di rendere effettive le espulsioni, con accordi con i Paesi di origine, si punta anche a norme per facilitare le procedure per chi ha le carte in regola per arrivare in Italia, su nuovi corridoi umanitari, su finanziamenti ad hoc per i comuni per l’attività di inclusione, su una maggiore apertura ai flussi migratori regolari, sul rafforzamento dei centri di accoglienza. Il presidente del Consiglio Meloni guarda anche al Consiglio europeo del 24 e 25 marzo. “Si conferma un cambio di approccio” dell’Europa, “ci devono essere dei passi in avanti”, la questione migratoria - ha sottolineato - “va affrontata partendo dalla difesa dei confini esterni e dalla lotta ai trafficanti”.

La premier che aveva già parlato per un’ora con il primo ministro olandese Rutte a margine dello scorso Consiglio europeo ha trovato una sponda sul fatto che il tema dell’immigrazione non può riguardare solo i Paesi d’arrivo dei migranti. FI e Lega insistono sulla necessità di una convergenza sul pacchetto di norme e c’è preoccupazione anche per il ruolo del Parlamento. “Se non ci convincono le norme saremo liberi di esprimerci in Aula”, mette in chiaro un ‘ex lumbard’. In realtà anche in FdI c’è chi rilancia la necessità di un dialogo preventivo per evitare strappi quando il decreto (ma potrebbero essere più provvedimenti) che dovrà passare il vaglio del Quirinale (“Ci stiamo confrontando”, spiega una fonte dell’esecutivo) arriverà alle Camere. Intanto, in vista del Consiglio dei ministri di domani a Cutro tecnici al lavoro e, riferiscono fonti di maggioranza, spunta una norma per stoppare eventuali altri casi Soumahoro, introducendo più controlli sulle realtà che incassano soldi pubblici per l’accoglienza. Inoltre si lavora a ridurre i vincoli per realizzare i Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr) in modo da facilitare le espulsioni.