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di Luca Kocci

Il Manifesto, 26 agosto 2026

“L’approccio oppressivo rischia di militarizzare i territori e i Paesi, compresa l’Italia”. Dal Sinodo delle chiese metodiste e valdesi, in corso a Torre Pellice (To) da sabato fino a oggi, arriva una severa bocciatura del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, entrato in vigore nello scorso giugno: il Patto - afferma l’atto approvato dal “parlamento” dei metodisti e dei valdesi italiani su sollecitazione delle comunità del meridione dove è in cantiere la costruzione di nuovi Cpr - rafforza il ricorso alla detenzione amministrativa dei migranti da parte degli Stati europei e in generale riduce ulteriormente i diritti delle persone che emigrano, già profondamente erosi.

“La mobilità delle persone, ormai sempre più spesso considerate di serie A o di serie B in base al passaporto che possiedono, è a rischio - si legge nella nota stampa del Sinodo -. L’approccio oppressivo rischia di militarizzare i territori e i Paesi, compresa l’Italia”. Bisogna “contrastare la costruzione di nuovi luoghi di detenzione, affinché il futuro delle persone non venga negato da politiche che restringono la libertà delle persone e moltiplicano gli spazi di reclusione”, ha detto in conferenza stampa la pastora Letizia Tomassone.

Collegato a questo, il Sinodo ha discusso anche della grave situazione di sfruttamento del lavoro bracciantile agricolo in Italia. E ha approvato un atto con cui viene denunciato lo sfruttamento che coinvolge lavoratori e lavoratrici irregolari, senza residenza, senza una casa, senza permesso di soggiorno e senza contratti, ovvero persone prive di diritti che vengono usate solo per produrre. L’invito e l’impegno delle chiese metodiste e valdesi - già in prima linea in diverse aree del mezzogiorno d’Italia e nell’organizzazione dei corridoi umanitari - è a “collaborare con tutte quelle associazioni che nei rispettivi territori lavorano in rete per un efficace cambiamento delle politiche di accoglienza e integrazione”.

Nei giorni precedenti il Sinodo si è espresso sulla tendenza alla legittimazione religiosa dei conflitti. Il pastore Eugenio Bernardini ha parlato delle “visioni sbagliate su Dio” che circolano: “Visioni imperiali, che giustificano guerra, morte e violenze. Da Oriente a Occidente, nel mondo cristiano, ebraico, islamico, induista. Idee sbagliate su Dio, che diventa strumento di potere, religione nazionale e di Stato, giustificazione di odio e sopruso. Pensavamo che con la caduta del dominio nazista e del suo motto “Dio con noi”, fosse finito l’abuso del nome di Dio, e invece è tornato, e con esso i conflitti e le guerre giustificate religiosamente”. Ma “è nostro dovere denunciare questo uso del nome di Dio come un abuso e una blasfemia”.

Anche su questo tema, il Sinodo ha approvato due atti. Il primo richiama l’articolo 11 della Costituzione (“l’Italia ripudia la guerra”) e sottolinea la necessità di costruire la pace attraverso diplomazia, giustizia e reciprocità, evitando il ricordo alle armi. Il secondo, sulle disuguaglianze, denuncia un “disordine globale” segnato da riarmo, erosione dei diritti e autoritarismi, e invita le chiese a promuovere inclusione, pace, solidarietà e pluralismo. I lavori terminano oggi, con l’elezione del nuovo moderatore o della nuova moderatora della Tavola valdese, l’organo esecutivo delle chiese che negli ultimi sette anni è stato guidato dalla diacona metodista Alessandra Trotta.