di Simona Musco
Il Dubbio, 3 maggio 2023
Giovedì il voto finale sul provvedimento. Magi: “Pieno di rozze sgrammaticature”. Il governo ha posto alla Camera la questione di fiducia sul dl Cutro, che prende il nome dalla tragedia del 26 febbraio scorso, costata la vita a 94 persone. Ad annunciarlo in Aula il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani. L’Assemblea si riunirà oggi per le dichiarazioni di voto sulla fiducia, a seguito delle quali è prevista l’illustrazione dei pareri e degli ordini del giorno. Giovedì è previsto invece il voto finale.
L’obiettivo delle nuove misure - ha detto in aula il relatore di maggioranza, Riccardo De Corato (FdI), è quello di “rafforzare gli strumenti per favorire l’immigrazione legale, semplificandone gli aspetti procedurali, il potenziamento dei flussi regolari e, quindi, intensificare i corridoi umanitari e il contrasto alle reti criminali degli scafisti, che sono il vero grande problema che abbiamo di fronte a noi nel Mediterraneo”. Concetti fortemente contestati dalle opposizioni, secondo cui, invece, si tratta di un provvedimento bandiera che colpisce solo i più deboli. “Siete andati a Cutro, proprio lì, dove il mare è diventato un cimitero, per produrre un testo normativo che restringe le garanzie dei richiedenti asilo e i diritti delle persone migranti. Proponete, per arginare i flussi migratori, di indebolire la protezione speciale, scaraventando così decine di migliaia di persone in stato di irregolarità - ha detto in Aula il deputato del Pd, Mauro Berruto. Invisibili per la legge, ma materialmente presenti sul territorio, queste persone sono private della propria dignità, della possibilità di costruirsi una vita in Italia o in Europa. Certamente con questo decreto, dopo aver colpito le ong, colpite violentemente gli esseri umani e negate l’evidenza della storia, le ragioni dell’emigrazione: guerra, indigenza, miseria, a cui oggi si aggiunge l’emigrazione climatica”. Per Il M5S si tratterebbe di un vero e proprio atto di incivilita, a partire dall’espressione “sostituzione etnica”, utilizzata dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. “Basterebbe questo per non votarlo - ha detto in aula il deputato Alfonso Colucci -. La nostra Costituzione vede l’umanità al centro di ogni politica e governo e maggioranza la stanno calpestando. L’abolizione della protezione speciale è, dunque, un vero e proprio atto di inciviltà.
La verità è che questo e altri provvedimenti del governo Meloni, come il dl Rave e il dl Ong, servono per instillare paura e smarrimento nella popolazione italiana, coprire l’incapacità del governo e preparare il terreno ad altre e più gravi limitazioni ai diritti fondamentali della persona”. Ad esprimere dissenso anche + Europa, che nella relazione di minoranza depositata da Riccardo Magi ha criticato l’impossibilità di una discussione effettiva sul decreto, evidenziato le storture in punta di diritto ma anche quelle culturali che soggiacciono al testo già approvato al Senato. Secondo Magi, “il testo è irricevibile in toto”, in quanto “prodotto di un’ideologia basata su una lettura storica e su un’interpretazione errate dello sviluppo attuale”.
Il segretario di +Europa ha parlato della fake news del danno economico cagionato dai migranti, che invece si inseriscono “nel gioco dei fattori produttivi e del protagonismo economico”, citando, tra le altre cose, persino il Documento di economia e finanza 2023, approvato dal Consiglio dei ministri l’11 aprile 2023, che “riconosce che un flusso più consistente di migranti porterebbe a lungo termine benefici al nostro quadro economico e alla flessione del debito pubblico” . Le disposizioni del decreto, ha affermato Magi, “si caratterizzano per insipienza e, al contempo, per crudeltà, ipocrisia e flagrante violazione del diritto costituzionale ed europeo”.
E il suo vero scopo, aggiunge, è teorizzare “l’immigrazione come illecito penale in sé”, consentendo, in deroga a ogni legge pur attualmente vigente e fino al 31 dicembre 2025, “la creazione di nuovi hotspot”, vere e proprie “carceri a cielo aperto” che “potrebbero rivelarsi fonte di guadagno incontrollato per quanti risultassero assegnatari di incarichi e appalti”.
Ma non solo: l’esclusione dei richiedenti asilo dal sistema di accoglienza e integrazione è illegittima, in primo luogo perché opera una discriminazione, non riguardando i richiedenti asilo ucraini o afghani, e in secondo luogo perché in contrasto con le direttive dell’Unione europea, la Costituzione e la Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Un decreto pieno di “rozze sgrammaticature giuridiche e costituzionali”, ha concluso, che evidenzia “una profonda carenza di comprensione dei fenomeni contemporanei e di strategia politica di lungo periodo”.










