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di Luciana Cimino

Il Manifesto, 11 maggio 2025

I richiedenti asilo possono essere trattenuti a Gjader. Nella notte 83 persone, tra cui 16 minori, soccorse dalle ong, due cadaveri. Matteo Piantedosi è un uomo fortunato. Ieri, alla scuola politica della Lega, davanti a Matteo Salvini che non fa mistero di volergli scippare il Viminale, il ministro dell’Interno è arrivato con un grosso scudo: una sentenza della Corte di Cassazione che stabilisce che anche i richiedenti asilo potranno essere trattenuti nei centri per migranti in Albania.

Un punto a favore della linea seguita da Giorgia Meloni che solo mercoledì scorso, durante il premier time al Senato, esultava per aver “rimpatriato il 25% dei migranti dall’Albania” (in tutto 9). Percentuali considerate “assurde” dall’opposizione.

Nel corso dell’ultimo anno il governo ha intrapreso una feroce campagna contro i giudici (come quelli della Corte d’appello di Roma) che non avevano convalidato i trattenimenti dei richiedenti asilo. Adesso la propaganda del governo trova parziale soddisfazione: “La Suprema Corte ha chiarito che il Cpr in Albania va equiparato, a tutti gli effetti, ai centri italiani - ha scritto Piantedosi sui social -. Un pronunciamento che pone fine a una serie di ostacoli alla politica del governo italiano che, con lungimiranza, ha posto le basi per un modello di contrasto all’immigrazione irregolare apprezzato in tutta Europa”. A ruota, nel giubilo, lo segue l’intero centrodestra, tutti con il claim: “La Cassazione conferma che avevamo ragione”.

La sentenza della Corte si basa sul ricorso del Viminale e della questura di Roma in cui veniva contestato il rilascio di un marocchino con un decreto di espulsione che, una volta deportato in Albania, ha presentato la domanda di protezione internazionale. La Cassazione ha rinviato il caso alla Corte d’appello di Roma affinché lo valuti di nuovo. Il legale del migrante, Salvatore Fachile, ha già annunciato il ricorso in Corte d’appello: “la Cassazione ha accolto la tesi del Viminale che però sarà sottoposta a nuovi vagli. Questo pronunciamento è un grave errore, ci batteremo affinché vengano riconosciuti i diritti di queste persone”.

Per Piantedosi, in ogni caso, la giornata di ieri è stata fonte di soddisfazione: “Altri 32 cittadini stranieri, irregolari in Italia, sono stati espulsi e rimpatriati. Di questi, 27 da Cpr nazionali mentre 5 dal centro di Gjader” ha annunciato, sempre sui social, il ministro dell’Interno attribuendosene poi il successo alla scuola della Lega. “La faccia dura funziona bene quando si mettono insieme una serie di iniziative e lo si fa capire alle organizzazioni criminali”. E promette: “I centri in Albania fanno parte di quelle soluzioni che stanno prendendo corpo nella discussione a livello internazionale ed europea ed andremo avanti perché ci sono i risultati”. Risultati contestabili: i centri albanesi sono “cattedrali nel deserto che nell’arco di 5 anni costeranno quasi un miliardo di euro alle casse dello Stato - ha spiegato il deputato dem Fabio Porta, di ritorno ieri da una ispezione a Gjader -. Uno spreco di denaro pubblico motivato solo da esigenze propagandistiche, un’operazione squallida fatta sulla pelle di immigrati che il più delle volte hanno solo reati di tipo amministrativo e che spesso si trovavano in Italia da dieci o venti anni”.

Piantedosi, ricordando la sua “stagione felice” come vice di Salvini all’Interno, ha anche rivendicato la riduzione del numero degli sbarchi, “in parte con numeri diversi sta succedendo anche adesso”, ha detto, forse ignorando la cronaca delle ultime ore. Ottantatré persone, tra cui 16 minori, sono state soccorse nel canale di Sicilia dalla ong Sea Punk1. Ai soccorritori hanno riferito di essere egiziani, eritrei e sudanesi. Mentre il veliero Nadir di ResQship, ha recuperato un gruppo di migranti e due cadaveri.