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di Giansandro Merli

Il Manifesto, 12 marzo 2025

Lo stato dell’accoglienza in Italia. Nuovo rapporto di Action Aid e Open Polis. Nei centri del Sistema di accoglienza e integrazione (Sai) possono essere ospitate persone che hanno ottenuto la protezione oppure sono in situazione di vulnerabilità. Alla fine del 2023, ultimo dato disponibile, su 30mila ben 12 mila erano originarie dei Paesi attualmente considerati “sicuri” dal governo (40% del totale). “Non si tratta quindi di territori sicuri, non ovunque e non per tutti”, denunciano Action Aid e Open Polis, autori di Accoglienza al collasso. Report 2024. Tolte donne e minori restano 5.400 uomini adulti, quelli che rischiano la detenzione durante le procedure accelerate di frontiera. Una prova in più che non basta la presunzione di sicurezza per escludere il diritto d’asilo di queste persone.

“Secondo la normativa in vigore potrebbero essere destinati al trattenimento in Italia o addirittura in Albania, dove il rilievo delle vulnerabilità non può che avvenire soltanto in casi eclatanti. Sulla nave possono essere individuate quelle molto evidenti, ma questi numeri dimostrano che serve ben altra condizione che una valutazione sommaria in mare per far emergere vulnerabilità connesse alla storia e alla condizione personale. Elementi che difficilmente emergono anche in centri di accoglienza governativi privati di servizi essenziali”, afferma Fabrizio Coresi, esperto di politiche migratorie di Action Aid.

Lo studio, realizzato nonostante la reticenza del ministero dell’Interno a fornire i dati, mostra anche una situazione allarmante relativa ai minori. Tra il 2020 e il 2023 quelli accolti nei Centri di accoglienza straordinaria, dove i servizi sono scarsi e in continua diminuzione, sono passati da 48 a 1.773 (il 26% di quelli accolti complessivamente). “Una cifra impressionante”, soprattutto se accostata ai 740 ragazzi tra 16 e 18 anni finiti in strutture promiscue, ovvero insieme agli adulti.