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di Iacopo Scaramuzzi

La Repubblica, 24 gennaio 2023

Il presidente della Cei lancia l’allarme sui “morsi della crisi economica in atto”. La Chiesa pronta a cooperare per l’aiuto dei più deboli con il governo Meloni “che deve affrontare sfide grandi e impegnative”. E a proposito dell’Ucraina: “Non possiamo accettare l’indifferenza, come se la guerra fosse una malattia ineluttabile”.

Non si possono far vivere ai migranti che arrivano in Italia “umiliazione, tempi lunghi di attesa, viaggi infiniti, anticamere senza senso, marginalizzazione”: lo afferma il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, lanciando anche l’allarme per “i morsi della crisi economica in atto”.

La due giorni del Consiglio episcopale- Quella delle migrazioni, ha detto l’arcivescovo di Bologna aprendo i lavori del Consiglio episcopale permanente (23-25 gennaio), “è una realtà del nostro mondo globale, da non gestire con paura e come un’emergenza, ma come un’opportunità. Tale problematica richiama la centralità della scuola, spazio decisivo d’integrazione nella cultura e nella lingua italiana, ma anche la necessità di maggiori flussi regolari d’ingresso, di corridoi umanitari e ricongiungimenti familiari. Soprattutto è importante come accogliamo: non facciamo vivere umiliazione, tempi lunghi di attesa, viaggi infiniti, anticamere senza senso, marginalizzazione”. È necessario, ha sottolineato Zuppi, il coordinamento con l’Europa. E non bisogna dimenticare “il problema di 500.000 persone, anche lavoratori non regolari in Italia”.

Ucraina, la guerra non è una malattia ineluttabile - Più in generale, “grandi e impegnative sfide per il bene dell’Italia aspettano il nuovo governo” di Giorgia Maleoni, “cui rinnovo i migliori auguri, assicurando che la Chiesa, in spirito di cooperazione, continuerà il suo impegno per l’intera comunità italiana, per i più deboli, per la coesione della società, per l’educazione e il bene comune”, ha detto Zuppi, che ha rilevato “i morsi della crisi economica in atto. La povertà nel nostro Paese è aumentata in modo considerevole a partire dalla crisi del 2008 e con essa la diseguaglianza dei redditi, della ricchezza e delle opportunità”. Il caro energia intacca “il potere d’acquisto di famiglie”. E “oggi un lavoratore su otto ha un ingaggio precario, mal pagato, che non consente un tenore di vita adeguato alla dignità della persona e alla costruzione di un progetto di vita personale e familiare”. Servono “una determinazione e una collaborazione unica, uno sguardo largo, verso il futuro, non ridotto al contingente e piegato a interessi di parte o speculativi”.

Il nodo della crisi demografica - Il cardinale Zuppi ha toccato molte questioni specifiche, dalla crisi demografica, che richiede “una seria politica di rilancio della natalità a livello nazionale”, alla questione della vecchiaia, per la quale il porporato ha espresso soddisfazione per la volontà del governo Meloni di riprendere le fila della legge delega per le politiche in favore delle persone anziane; dal tema dell’aborto alle riforme della Costituzione (“Varie riforme sono possibili e in discussione, ma la principale resta viverne lo spirito e applicarla fino in fondo e in tutte le sue parti”); dalla questione ambientale posta da molti ragazzi (con modalità “a volte scomposte”) alla “guerra in Ucraina, iniziata dall’invasione russa di uno Stato indipendente”: “Non possiamo accettare l’indifferenza, evidente o raffinata”, ha scandito il presidente della Cei, “come se la guerra fosse una malattia ineluttabile”.

Pedofilia e ripensamento della struttura Cei - Nella introduzione di Zuppi al “parlamentino” dei vescovi italiani, anche temi squisitamente ecclesiali. In merito alla pedofilia del clero, il porporato ha rivendicato i primi “passi fatti” dalla Cei per un’indagine storica, “che come Chiesa in Italia dobbiamo e vogliamo continuare a compiere con fermezza per stare dalla parte dei più fragili e per far crescere una cultura caratterizzata dal rispetto, dalla cura e dalla tutela della dignità di ogni persona”. Ricordando della “comunità divisa” già ai tempi di San Paolo, Zuppi ha sottolineato, sullo sfondo delle polemiche di questi giorni di alcuni confratelli del collegio cardinalizio, che “solo l’unità permette alla comunità di essere creativa”. Rilevante, infine, un accenno al “ripensamento”, che andrà fatto nel prossimo futuro, “della struttura della Cei, più capace di esprimere la centralità della Parola di Dio e di servire meglio le Chiese che sono in Italia e rinforzare e servire la collegialità tra noi”.