di Eleonora Camilli
La Stampa, 26 febbraio 2025
Esultano gli esponenti della maggioranza di governo: “I giudici bastonano le ong”. È del tutto legittimo che sia il Viminale a decidere il porto di sbarco delle navi. Anche quando questo è lontano dal luogo del soccorso. Lo ha deciso il Consiglio di Stato respingendo il ricorso di Medici senza frontiere, che aveva impugnato una decisione del Tar in merito alla sua Geo Barents. La nave umanitaria, dopo due interventi condotti il 7 e il 24 gennaio 2023 si era vista assegnare come place of safety (porto sicuro) rispettivamente Ancona e La Spezia, considerati però dall’ong troppo lontani e difficili da raggiungere, anche in considerazione delle avverse condizioni meteorologiche.
Inoltre Medici senza frontiere lamentava tutta una serie di violazioni di disposizioni di diritto interno e internazionale, in particolare della convenzione Imo, ma il Tar aveva già dato torto. Oggi il Consiglio di Stato ha ribadito che “la gestione di un evento di salvataggio assume una connotazione complessa, rappresentando la sintesi di una pluralità di valutazioni che investono, ad un tempo, aspetti operativi e tecnico nautici - connessi alla gestione della prima fase dell’evento di soccorso - ed aspetti più prettamente afferenti alla gestione delle persone tratte in salvo, non limitati all’assistenza logistico-sanitaria dei naufraghi, ma estesi alle peculiari condizioni personali ed allo status dei soccorsi, nonchè alla tenuta e sicurezza del sistema terrestre di accoglienza”.
Inoltre i giudici ritengono che “il coinvolgimento del ministero dell’Interno nella catena di comando cui spetta la gestione dell’evento Sar (search and rescue) debba ritenersi conforme al quadro delle competenze restituito dalla normativa nazionale di rango primario e secondario”. Esultano gli esponenti della maggioranza di governo. “Il Consiglio di Stato bastona le ong - afferma la deputata Sara Kelany, responsabile Immigrazione di Fratelli d’Italia -. Finirà finalmente il can can artatamente sollevato dalle sinistre, che si sono rese strumento di associazioni private, gestite da privati e che pretendevano di ingerirsi nelle nostre politiche migratorie? Finirà la narrazione ripetuta allo sfinimento dalla stampa mainstream, per cui il cosiddetto Porto Sicuro è sempre il porto più vicino? Ripetiamo da due anni che il porto sicuro non è necessariamente quello più vicino e che è compito della capitaneria di porto individuare il luogo di sbarco”.











