di Carlo Bertini
La Stampa, 10 marzo 2022
Forza Italia si smarca da Lega e FdI e in commissione vota il testo sulla cittadinanza. “È un primo passo e non era scontato”, fa notare il dem Matteo Mauri, soddisfatto come Enrico Letta che sui diritti si sia materializzata alla Camera una “maggioranza Ursula”.
Il testo base della legge sulla cittadinanza - ribattezzata “Ius scholae” perché permette ai bambini stranieri di diventare italiani dopo un ciclo scolastico - ha superato infatti il primo scoglio. Con un colpo di scena, il centrodestra si è spaccato e il testo del presidente Giuseppe Brescia di M5s è stato approvato in commissione Affari Costituzionali: con i voti a favore di Pd, 5Stelle, Leu, Iv, Forza Italia e con l’astensione di Coraggio Italia. Sì, anche Fi si è allineata, grazie ad un pressing di Renata Polverini, che ha ringraziato Silvio Berlusconi per aver consentito un distacco da Lega e Fdi che si sono messi di traverso.
“Un segnale di speranza, avanti determinati”, twitta Letta. Certo, ora si tratterà di concedere qualcosa agli azzurri quando si voteranno gli emendamenti (la prossima settimana verrà fissato il termine), per riuscire a trascinare il gruppo quando si voterà in aula: i giallorossi già si attendono alcune richieste. Come quella che il completamento di un ciclo scolastico sia certificato da promozioni o che la conoscenza dell’italiano sia dimostrata in qualche modo. Punti su cui si potrà discutere. Fatto sta che la base di partenza è condivisa da un asse trasversale, che rende possibile un traguardo positivo, almeno alla Camera.
Lo “Ius scholae”, se approvato, consentirebbe di concedere la cittadinanza ai minori di origine straniera nati in Italia, o anche arrivati prima dei 12 anni, che abbiano compiuto almeno 5 anni di percorso scolastico in Italia. “Una scelta coerente con il principio di uguaglianza della nostra Costituzione”, la benedice Andrea Giorgis del Pd. “Non siamo davanti ad uno Ius scholae ma ad uno “ius insufficientiae”. Basteranno cinque anni di un ciclo scolastici, senza alcun risultato conseguito, per essere italiani”, è la critica di Fratelli d’Italia. “Letta eviti di festeggiare. La Lega non permetterà di usare i bambini per sanare le situazioni dei genitori, regalando la cittadinanza con lo Ius soli mascherato”, alza gli argini il leghista Igor Iezzi.
E Maurizio Gasparri fa capire quale sarà il vero scoglio da superare: “Sono certo che al Senato modifiche alla legge sulla cittadinanza non passerebbero mai. Incoraggerebbero ancora di più l’immigrazione verso l’Italia”. Ma tutti prevedono un aspro scontro su un tema cruciale della campagna elettorale per le comunali e per le politiche del 2023.










