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di Virginia Piccolillo

Corriere della Sera, 14 aprile 2023

L’esecutivo vuole svuotare l’hotspot. Oggi la discussione in Senato. I dubbi di Bruxelles sullo stato d’emergenza deciso da Roma. Lo stato di emergenza ora c’è. La stretta sui permessi speciali di protezione umanitaria e sulla permanenza nei Cpr non ancora: i due emendamenti del governo al decreto Cutro erano attesi ieri in commissione Affari costituzionali al Senato, ma tutto è stato rinviato a oggi. Ufficialmente in attesa della verifica delle coperture da parte del Mef. In realtà alla Ragioneria non è ancora arrivata l’esatta quantificazione delle necessità, sintomo che il testo è ancora in discussione. Trapelano dissidi con la Lega che nel suo intento di stringere le maglie tenderebbe, secondo gli alleati, a “qualche forzatura”.

Intanto però una certezza c’è: questo è stato il trimestre in cui ci sono state più vittime nel Mediterraneo dal 2017. Lo segnala l’Onu puntando il dito contro la “intollerabile persistente crisi umanitaria”. “Con più di 20.000 morti su questa rotta dal 2014 temo che queste morti si siano normalizzate” dichiara Antonio Vittorino, capo dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni dell’Onu. Chiedendo il ripristino di un efficace pattugliamento in mare. Anche per alleggerire la situazione dell’hotspot di Lampedusa.

Il governo mira a svuotarlo subito. Iniziando i trasferimenti in altre strutture, anche da allestire grazie ai poteri speciali dello stato di emergenza. Il sindaco dell’isola Filippo Mannino chiede almeno il ripristino delle navi per l’accoglienza. Ma la situazione è sempre più critica. Anche i dati forniti in occasione del centosettantunesimo anniversario della fondazione della Polizia lo mostrano. Nel 2022, sono approdati in Italia 105.131 migranti a seguito di 2.539 sbarchi. Un balzo all’insù del 55,80% dopo la diminuzione del biennio 2017-2019. Una situazione, evidenzia il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, di cui “difficilmente può farsi carico un solo Paese al di fuori di un’azione congiunta, lucida e ben organizzata a livello europeo”.

Dall’inizio dell’anno, sottolinea il capo della Polizia Lamberto Giannini, “sono stati arrestati 39 scafisti, segno dell’attenzione alla sponda Sud del Mediterraneo”. Un’azione “tanto più straordinaria quanto più riesce a mantenere la normalità” ha evidenziato il ministro.

Uno sforzo che ha ricevuto apprezzamenti anche dal capo dello Stato, Sergio Mattarella: “Coniugando rigore ed equilibrio, ogni giorno gli appartenenti alla Polizia di Stato sono interpreti dei valori costituzionali di solidarietà e di coesione sociale, come il contributo offerto in occasione di recenti eventi emergenziali e la complessa attività nel campo dell’immigrazione e dei servizi per l’integrazione degli stranieri”.

Ma da Bruxelles non arrivano buone notizie. Si valuta la decisione dell’Italia di dichiarare lo Stato di emergenza definita “misura di stampo nazionale e originata da una situazione molto difficile”. Ma si respinge la nostra richiesta di aiuto. Un portavoce dell’esecutivo Ue riferisce: “L’Italia ha chiesto assistenza finanziaria a causa dell’aumento degli arrivi di migranti in particolare per la situazione di Lampedusa”. Ma l’Italia, fa notare, riceve supporto dall’Ue “con un’ampia gamma di misure”, compreso “l’expertise sul campo” ed è uno dei “principali beneficiari del fondo per la migrazione e l’integrazione e del nuovo periodo di programmazione”.