di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 13 agosto 2024
A Porto Empedocle per bypassare i giudici “nemici” di Catania. Quello aperto l’estate scorsa a Pozzallo è stato chiuso dopo poche settimane in seguito alle ripetute bocciature dei fermi da parte della giudice Apostolico e dei suoi colleghi. Ora la competenza passa a Palermo. Si parte il 16 agosto. Impennata di sbarchi di migranti nell’ultima settimana e il Viminale, nell’attesa che parta l’operazione Albania, riprova ad applicare in Italia le procedure accelerate di frontiera nei confronti dei migranti provenienti da Paesi sicuri nella speranza di accelerarne i rimpatri. Invertendo il trend consolidato del - 63 % rispetto allo scorso anno, sono circa 2500 le persone arrivate in pochi giorni, il 77 % delle quali a Lampedusa. Ma anche le Ong hanno, per ultime la Sos Humanity e il veliero Astral della Open Arms, hanno soccorso più di 500 persone nelle ultime ore. Per loro la destinazione è sempre quella dei porti più lontani. Per chi arriva a Lampedusa, invece, adesso la prospettiva imminente è di finire nel nuovo centro di trattenimento per richiedenti asilo di Porto Empedocle.
Il caso Apostolico e la chiusura del centro di Pozzallo - Il primo e fino ad ora unico centro per il trattenimento dei richiedenti asilo era stato aperto l’estate scorsa a Pozzallo ma dopo il caso della giudice Iolanda Apostolico e dei suoi colleghi della sezione immigrazione che hanno ripetutamente disapplicato le nuove norme previsto dal decreto Curto, il ministero dell’Interno aveva desistito e il centro, di fatto, ha chiuso i battenti.
Adesso Piantedosi ha deciso di riprovarci ma, invece di riaprire la struttura di Pozzallo, la scelta è ricaduta su parte della nuova struttura destinata ad hotspot inaugurata alla fine della scorsa estate a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento. Lì - comunica adesso la direzione dell’amministrazione penitenziaria - verranno adesso rinchiusi i migranti provenienti da Paesi sicuri e la competenza sui provvedimenti di fermo che saranno emessi dal questore di Agrigento toccherà ai giudici di Palermo e non più a quelli di Catania.
Richiamati al lavoro i giudici dell’immigrazione di Palermo - Giudici che - come dimostrano le due circolari firmate dal presidente del tribunale Piergiorgio Morosini e da quello della sezione immigrazione Francesco Micela visionate dal giornalista di Radio Radicale Sergio Scandura - sono già stati allertati e in parte richiamati dalle ferie per farsi trovare pronti per i primi provvedimenti probabilmente già prima della fine del mese. Vista la materia “molto delicata e impegnativa per la natura dei delitti in questione”, Micela invita i suoi giudici a trattare personalmente i provvedimenti senza delegarli ai giudici onorari, mentre il presidente del tribunale Morosini ha già richiamato dalle ferie un giudice per il trattamento dei primi fascicoli a partire dal 16 agosto.
Mistero sulla gestione del centro - Data che appare estremamente ravvicinata e si considera che non è chiaro neanche esattamente dove saranno detenuti i migranti individuati per le procedure accelerate di frontiera. Il centro di Porto Empedocle infatti è attualmente un hotspot gestito dalla Croce Rossa che finora si è sempre mostrata indisponibile a gestire centri di trattenimento per migranti.









