di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 24 luglio 2020
E quattro. Con la strategia delle ispezioni e dei fermi amministrativi che arrivano puntuali alla fine di ogni soccorso, la Guardia costiera italiana continua a svuotare il Mediterraneo dalle navi umanitarie. Dopo la Alan Kurdi, la Atta Mari e la Sea Watch, è toccato alla Ocean Viking; ora bloccata a Porto Empedocle con una singolare contestazione.
"Ci hanno accusato di aver portato un numero di persone superiore a quello riportato nel certificato di sicurezza dotazioni. Una manovra vessatoria palesemente volta a ostacolare il lavoro di soccorso", accusa la Ong Sos Mediterranée che aveva salvato 209 migranti. Naufraghi, mica passeggeri in crociera, da soccorrere tutti in una situazione di emergenza, come per anni hanno fatto i mezzi della Guardia costiera italiana a prescindere dalla loro stazza.
Libera, in preparazione per una nuova missione, resta solo la Mare Jonio. Il Mediterraneo ormai da 15 giorni è totalmente privo di soccorsi. E di informazioni. Gli unici occhi sono quelli del Seabird, l'aereo di Sea Watch che continua a segnalare inascoltato alle autorità le coordinate delle imbarcazioni in difficoltà e a documentare orrori (come il gommone con il corpo di un uomo mai recuperato) e respingimenti in Libia.
"Ogni giorno al rientro a Lampedusa subiamo ispezioni - denuncia la portavoce Giorgia Linardi - se dovessero sequestrare anche l'aereo sapete il perché". Ancora ieri, dall'alto, sono arrivate le immagini di due gommoni in difficoltà da ore in vana attesa di aiuto. Dopo una notte in cui, solo a Lampedusa, i soccorritori non si sono fermati un attimo.
"Adesso, il grosso problema è di nuovo la Tunisia. Arrivano tanti pregiudicati, tante persone già più volte espulse che ritornano, ma anche interi nuclei familiari che si portano dietro persino i gatti". Il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio aggiorna la contabilità degli sbarchi: quindici barchini solo nella notte tra mercoledì e giovedì a Lampedusa.
Svuotare l'hospot (95 posti la capienza dell'unico padiglione, 954 gli ospiti fino a ieri mattina) è un'impresa titanica: se ne riesce a portar via poco più di 200 al giorno, gli altri (donne e minori compresi) stanno tutti ammassati dentro e fuori il centro di contrada Imbriacola dove ieri Matteo Salvini in visita si è visto dare del fascista da un tunisino.
La puntata del leader leghista a Lampedusa, tre giorni dopo la visita della Lamorgese, è caduta proprio nelle ore in cui l'isola tornava a registrare numeri complicati da gestire con 761 presenze all'hotspot dove è finalmente arrivato il macchinario per effettuare i tamponi ai migranti. Ma i 4500 arrivi solo a luglio, che hanno fatto schizzare il contatore degli sbarchi del 2020 ben oltre quota 11.000 (quasi quadruplicati rispetto all'anno scorso), impongono una nuova missione della ministra Lamorgese in una Tunisia dove la crisi economica ha ormai fatto saltare qualsiasi equilibrio sociale spingendo migliaia di persone verso l'Europa: più di un terzo dei migranti arrivati in Italia nel 2020 è tunisino, dunque i cosiddetti migranti economici che non beneficiano di alcun tipo di protezione e che all'Italia tocca provare a rispedire indietro. Con alterne fortune. Quanto basta a Matteo Salvini per cavalcare l'onda: "C'è un vergognoso traffico di esseri umani di cui il governo italiano è complice in maniera criminale".










