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di Jacopo Storni

Corriere Fiorentino, 3 maggio 2023

Oltre agli immobili privati e non, la Prefettura chiede disponibilità di parchi e terreni per accogliere i migranti in Toscana. Continuano gli sbarchi di migranti anche in Toscana. I centri di accoglienza sono pieni, alcuni di questi già over quota. D’altra parte non è semplice gestire i numerosi arrivi, tanto che negli ultimi giorni è stata la stessa Prefettura a chiedere espressamente ai gestori dell’accoglienza di mettere a disposizione non solo immobili, ma anche giardini, prati, terreni, segno evidente che c’è il rischio tutt’altro che astratto di dover installare tendoni per l’accoglienza.

L’assessore regionale all’immigrazione Stefano Ciuoffo, esprimendo contrarietà alle tendopoli e sottolineando che “in Toscana siamo in condizione di fare accoglienza”, sostiene che “potrebbero essere invece utilizzati immobili privati, alberghi o caserme, dove accompagnare i migranti ad personam con l’aiuto del Terzo settore”. Preoccupato anche il sindaco Dario Nardella, che ieri a Controradio ha detto: “Il governo, che diceva che bisognava chiudere i porti, fa poi i decreti flussi perché dice che vanno accolti i migranti. Il rischio delle tende c’è, non lo dico io ma la Prefettura, e il messaggio che diamo mettendo le tende è di vera emergenza sociale. Noi finora abbiamo detto che la soluzione non sono le tende, bisogna trovare le strutture e raccogliere le risorse per predisporle. Le nostre città sono arrivate a un punto di saturazione con le strutture di accoglienza di migranti”.

Conferme arrivano dai gestori dell’accoglienza, come la cooperativa Albatros: “Le nostre 22 strutture nell’area fiorentina sono tutte piene - spiega Vincenza Vicino - La Prefettura ci ha chiesto ulteriore disponibilità ma abbiamo risposto che non abbiamo più posti”. Parole simili dalla Fondazione Caritas: “Centri pieni, stiamo cercando nuovi immobili ma non si trovano” dice la direttrice Ginevra Chieffi. Poi la cooperativa Girasole: “Siamo pieni - dice Mauro Storti - ma i migranti continuano ad arrivare, il sistema è saturo, servirebbero bandi con più risorse soprattutto per l’integrazione, altrimenti nessuno partecipa”. E infatti sono poche le associazioni che partecipano ai bandi, soprattutto dai decreti Salvini del 2018, in seguito ai quali ci sono meno risorse sul fronte integrazione. Negli ultimi anni sono stati tanti i soggetti fiorentini e toscani che si sono ritirati dai bandi, tanto che a Firenze gran parte dei gestori dell’accoglienza non ha sede sul territorio.

Pochi giorni fa, in via straordinaria, la cooperativa Girasole ha aperto un Cas da 50 posti a Bivigliano. “Ma i posti non bastano” continuano a ripetere le associazioni. A pesare sul sistema d’accoglienza anche i tanti migranti ucraini - soprattutto donne con bambini - ancora presenti nelle strutture. Soltanto a Firenze, sono circa 1.800 i migranti presenti nei Cas.

Secondo il governatore Eugenio Giani, però, la situazione è ancora gestibile: “Se ci si aiuta nell’accoglienza diffusa in Toscana c’è spazio per tutti”. Nei giorni scorsi il presidente, insieme ad altre tre Regioni, non aveva firmato l’intesa Stato-Regioni sullo stato di emergenza voluto dal Governo, decisione che nelle prossime ore potrebbe essere rivalutata dalla Toscana per consentire una gestione più agevole dei tanti arrivi.