di Paolo Fallai
Corriere della Sera, 27 agosto 2019
L'assassinio nelle campagne di Villa Literno del giovane fuggito dal Sudafrica segna ogni riflessione sul tema dell'immigrazione. Persi in un eterno presente, ci siamo resi conto in questi giorni che sono passati trent'anni dall'omicidio di Jerry Essan Masslo, fuggito dal Sud Africa dell'apartheid e trucidato da una banda di assassini il 24 agosto 1989, nelle campagne di Villa Literno, in provincia di Caserta. Fu quell'omicidio a far scoprire il razzismo all'Italia. Masslo non aveva 30 anni ed era arrivato in Italia solo un anno prima. Appena sceso dall'aereo a Fiumicino chiese asilo politico, ma l'Italia non aveva uno strumento legislativo per concederglielo, nonostante il fatto che nelle manifestazioni anti apartheid avesse perso il padre e una figlia di 7 anni. Nonostante il fatto che la moglie e un'altra figlia fossero fuggite in Canada, dove lui tenterà inutilmente di raggiungerle.
La legge Martelli venne approvata in pochi mesi sull'onda emotiva di quell'omicidio, dopo una imponente manifestazione anti razzista a Roma, e servirà proprio a ridefinire e ampliare le norme per il riconoscimento dello status di rifugiato. In quel 1988 a Masslo era stato consentito di rimanere in Italia ma senza alcuna protezione, se non l'assistenza fornita dalla Comunità di Sant'Egidio. Finì a raccogliere pomodori nelle campagne di Villa Literno per mille lire (50 centesimi) ogni cassetta da 25 chili. È morto perché una banda di balordi voleva rubare i soldi a questi "schiavi", nella baracca dove dormivano in trenta.
Sono passati tre decenni da quella morte che segna ogni riflessione seria sul tema immigrazione. Lo storico del Cnr Michele Colucci apre con la vicenda di Masslo la sua "Storia dell'immigrazione straniera in Italia" (Carocci). Ci sono voluti anni di denunce e inchieste, come quelle preziose che ci ha lasciato Alessandro Leogrande, perché l'Italia si dotasse, solo nel 2016, di una legge contro la mafia del caporalato. Il razzismo è entrato nel nostro eterno presente. Anche per questo Jerry Essan Masslo non merita di essere dimenticato.










