di Ilaria Blangetti
La Stampa, 30 maggio 2025
La denuncia della cuneese Giulia Marro, antropologa e consigliera regionale: “La legge prevede che persone come lui non possano andare in quei centri”. Lo scorso aprile la polizia è intervenuta in un condominio di via Nasetta, a Cuneo, dove da tempo un uomo di origine nigeriana, irregolare, bivaccava sulla rampa del garage accumulando oggetti e destando preoccupazione per i suoi comportamenti. Numerose anche le segnalazioni effettuate dai residenti. A carico dell’uomo erano già stati emessi provvedimenti di Daspo urbano. “In considerazione dell’elevata pericolosità”, l’uomo è stato portato al Centro di permanenza per i rimpatri di Torino.
La cuneese Giulia Marro, antropologa e consigliera regionale eletta nella lista Alleanza Verdi Sinistra, dopo l’ultima visita effettuata al Cpr di corso Brunelleschi denuncia “l’inadeguatezza di questi luoghi per ospitare persone come Michael. Si tratta di un uomo con problemi psichici, accumulatore, con frequenti deliri, che ha bisogno di cura”. “In realtà la legge prevede che persone come lui non possano andare nei Cpr, perché si viene ammessi con una visita di idoneità dell’Asl. C’è un vuoto giuridico che non chiarisce chi deve prendere in carico persone senza residenza e senza permesso di soggiorno valido, ma con problemi di salute mentale. Si ritrovano in strutture repressive e non di cura, senza la necessaria assistenza medica che dovrebbe essere garantita a tutti sul territorio nazionale”. Durante la visita al Cpr dello scorso 13 maggio, Giulia Marro racconta di essere venuta a conoscenza del fatto che l’uomo “non dormiva in camera, ma nel refettorio, proprio per il suo stato di salute mentale. Al momento, dopo gli ulteriori roghi al Cpr di Torino, è stato trasferito, però non sappiamo dove”. “Queste persone non possono stare lì, anche perché non possiamo chiedere al personale del Cpr e alle forze dell’ordine di fare da medici o da assistenti sociali. Chi come lui non ha residenza e non riesce a tenere i documenti a posto, diventa una persona per la quale il suo benessere non è responsabilità di nessuno”.
Marro sottolinea che “Michael non è stato invisibile sul territorio, il Comune di Cuneo si è preso carico con coraggio di una situazione non di sua competenza in quanto persona non residente. Si è provato a inserirlo in percorsi, con l’impegno dei servizi sociali e di quelli di volontariato, ma questa persona ha problemi psichici e rifiutava l’aiuto”. E conclude: “Sono stata tre volte al Cpr di Torino e posso dire una cosa: se non ci entri pazzo, ne esci pazzo. Sono luoghi spaventosi”.










