sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Eleonora Camilli

La Stampa, 27 settembre 2024

Più controlli sulle imprese contro truffe e prestanome, e quote stabilite per settori. Oggi il decreto del governo. Telefonata Meloni-Scholz: “Rafforzare i partenariati”. Più controlli sui datori di lavoro per stanare prestanome, truffe organizzate e veri e propri furbetti. E poi, quote per settori di attività decise in base al fabbisogno di manodopera, stabilito attraverso domande compilate prima del click day. Che non sarà più soltanto annuale, ma avrà più scadenze con criteri ristretti. Arrivano oggi in Consiglio dei ministri le nuove norme per aggiustare il decreto flussi, che regola l’ingresso in Italia dei lavoratori stranieri. Un insieme di correttivi per contrastare le troppe irregolarità, rilevate anche dalla stessa presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che nel giugno scorso con un esposto all’antimafia aveva denunciato le procedure sospette e le interferenze della criminalità organizzata, specialmente in Campania.

Nelle intenzioni del governo verranno effettuati controlli sulle aziende, per stanare le richieste palesemente infondate. Inoltre saranno segnalati i datori di lavoro che non provvederanno a formalizzare il contratto dopo l’ingresso dello straniero in Italia. Tra le altre novità anche un riequilibrio tra regioni, per evitare che le domande siano appannaggio solo di alcune zone. Tra le questioni discusse in Cdm anche la tutela e l’assistenza alle vittime di caporalato, nonché la gestione dei flussi migratori e la protezione internazionale.

E proprio in queste ore sono ripresi gli sbarchi sulle coste italiane, con un’impennata nell’ultima settimana. Oltre 2.200 persone sbarcate a Lampedusa dal fine settimana a oggi. Arrivano principalmente dalla Libia, ma sono riprese le partenze anche dalla Tunisia dove il prossimo 6 ottobre si andrà alle urne. “Qui sul molo Favaloro negli ultimi giorni abbiamo visto arrivare tante donne e bambini, anche piccolissimi - spiega Francesca Saccomandi, operatrice di Mediterranean Hope, il programma per i migranti delle Chiese evangeliche -. Un ragazzo, originario del Corno d’Africa ci ha raccontato di esser partito dopo quattro mesi in Tunisia dove ha subito di tutto, attacchi continui di razzismo”. E dalle coste di Sfax era salpato il barchino in vetroresina, naufragato, due giorni fa, a largo di Lampedusa.

Ma mentre in mare si continua a morire, fa discutere il fermo a Genova della nave da soccorso di Medici senza frontiere, Geo Barents. Juan Matias Jil, capo missione dell’ong, parla di un “attacco mirato” e di una vera e propria “guerra alle ong, occhi scomodi nel Mediterraneo”. “Abbiamo ricevuto due decreti di fermo, uno dopo un’ispezione lunga e assurda, mai avuta prima. L’altro per non aver risposto alle indicazioni della Guardia costiera libica, che ci ha letteralmente minacciati, rischiando di mettere in pericolo le persone che stavamo salvando”.

In un video diffuso ieri da Msf si vede infatti il gommone della Geo Barents impegnato in un soccorso mentre via radio una motovedetta libica intima agli operatori di allontanarsi. “Questa è l’ultima chiamata, fermatevi o spariamo” le parole registrate. “Diamo fastidio - aggiunge Jil -. L’Italia ha chiesto alla Libia di fare cioè il lavoro sporco e noi siamo d’intralcio. Ci fermano per una vendetta. O forse sono nervosi perché i tribunali stanno bloccando le procedure di fermo dei migranti provenienti da paesi terzi sicuri. Un problema per il progetto in Albania”. Il riferimento è ai due centri di Shengjin e Gjader, la cui apertura non è ancora definita: avrebbero dovuto iniziare a ospitare persone già nel maggio scorso. Poi la data è stata spostata ad agosto e a settembre. Ora si parla genericamente di un avvio entro l’anno.

Ma se il progetto albanese sembra ancora incerto, Meloni continua a cercare sponde in Europa per contrastare i flussi. In particolare con la Germania, dopo che il cancelliere tedesco Scholz ha deciso di ripristinare i controlli alle frontiere. In una conversazione telefonica, avvenuta nel pomeriggio di ieri, i due leader hanno concordato di “mantenere uno stretto raccordo sul tema anche in vista dei prossimi Consigli Europei” fa sapere palazzo Chigi. L’obiettivo è “consolidare il nesso tra dimensione interna ed esterna della politica migratoria Ue, rafforzando in particolare i partenariati con i Paesi di origine e transito dei migranti, i ritorni, la lotta ai trafficanti di esseri umani e la migrazione legale”.