di Alexander Stille
La Repubblica, 22 luglio 2019
I numeri sono molto chiari: l'anno scorso sono nati 449.000 italiani e sono morti 636.000 (secondo l'Istat). Quindi ogni anno l'Italia perde 187.000 persone. Il calcolo aritmetico non è molto difficile: senza l'immigrazione, la popolazione dell'Italia scenderebbe da 60 milioni a 50 milioni in poco più di cinque anni.
Senza l'arrivo di nuove persone di età lavorativa, l'economia italiana andrebbe in crisi. Non ci sarebbe mano d'opera sufficiente nelle fabbriche, nei campi, nei negozi, badanti nelle case, o contribuenti per il sistema pensionistico per mantenere il numero crescente di anziani.
La politica dell'attuale governo è basata sull'illusione che, se l'Italia potesse cacciare una buona parte dei sui sei milioni di immigrati, i problemi del Paese scomparirebbero: ci sarebbe lavoro per tutti, i salari aumenterebbero, le città sarebbero più vivibili e si tornerebbe all'età d'oro degli Anni Sessanta e Settanta, quando l'economia italiana era tra le più robuste nel mondo e il Paese era etnicamente omogeneo.
Mentre è vero l'esatto contrario: senza la presenza e i contributi degli immigrati il Pil del Paese crollerebbe e il tenore di vita degli italiani sarebbe insostenibile. Quando ho posto questi problemi all'attuale sottosegretario per la Finanza, il senatore Massimo Garavaglia, in un'intervista l'anno scorso, lui ha dato la colpa alla stagnazione e alla precarietà economica della vita dei giovani italiani. E da buon leghista ha mostrato che il tasso di fertilità è più alto nel Trentino Alto Adige che gode di maggior autonomia rispetto a molte regioni.
Ma anche lì la media di figli per ogni donna è di 1,62, ben al di sotto del tasso di sostituzione di 2,3 bambini che servirebbe per mantenere la popolazione. Non c'è un Paese europeo - compresi i più ricchi come la Germania o la Danimarca - che arrivi vicino a 2 bambini per ogni donna. La Francia, che ha una politica intelligente di sostegno alle coppie, ha il tasso di natalità più alto: 1,9 bambini per dorma. Comunque molto al di sotto del tasso di sostituzione.
L'Italia è scesa sotto il livello nel 1975 e da allora il tasso di natalità si è ridotto da 2,3 bambini per donna a 1,32 attuale. Il basso livello di fertilità è una caratteristica di tutte le società ricche e indietro non si torna. Per fortuna, c'è già una soluzione al problema ed è quello che l'Italia e il resto dell'Europa ha già sperimentato: l'immigrazione.
Senza i sei milioni di immigrati, la popolazione dell'Italia sarebbe già scesa da 60 a 54 milioni. Una delle ragioni per cui il Pil americano cresce più rapidamente di quello europeo è l'immigrazione. Secondo uno studio recente dell'American Enterprise Institute (una fondazione conservatrice tra l'altro) il tasso di crescita diminuirebbe del 15 percento senza immigrati.
Le ragioni sono molto semplici: 75 percento degli immigrati sono di età lavorativa e il 40 percento dei brevetti e circa un terzo dei premi Nobel americani sono di cittadini nati altrove. I partiti dell'attuale maggioranza - M5S e la Lega - dicono che non sono contro l'immigrazione in sé, ma solo contro l'immigrazione clandestina.
Il loro comportamento, però, li contraddice. Si sono opposti, per esempio, alla legge dello Ius soli, che permetterebbe ai figli di immigrati, che o sono nati in Italia o hanno fatto le scuole in Italia, di diventare cittadini. È esattamente l'immigrazione che serve all'Italia: persone che sono già integrate, che conoscono la lingua, che hanno assorbito la cultura attraverso la scuola e che sono pronte a contribuire alla vita italiana. Invece, niente.
L'Italia ha sofferto per la mancanza di una vera politica di immigrazione. La Destra si è opposta, facendo leggi come la Bossi-Fini che doveva disciplinare l'immigrazione clandestina e accelerare le espulsioni con pochi risultati. La Sinistra ha preferito un atteggiamento passivo, non opporsi all'immigrazione, ma senza un programma per integrare il flusso migratorio.
Questa non-politica, insieme al collasso del governo libico e all'abbandono della Ue, ha fatto sì che gli sbarchi clandestini siano passati da circa 42,000 nel 2013 a 182,000 nel 2016, spianando la strada a Matteo Salvini e Lega per una campagna elettorale basata su un attacco feroce all'immigrazione.
L'Italia avrebbe potuto servirsi di molti dei giovani che rischiano la vita cercando di arrivare in Europa. Quando la politica della Destra si rivelerà una vana illusione, saprà la Sinistra trarne vantaggio, offrendo l'alternativa di un'immigrazione positiva e realista?









