di Niccolò Carratelli
La Stampa, 4 febbraio 2025
L’ex ministra: “Per i rimpatri ci sono vincoli precisi, esaminare caso per caso”. Per Luciana Lamorgese non ha tutti i torti Giorgia Meloni quando parla di “modello Albania”, quando assicura che il trasferimento dei migranti dall’altra parte dell’Adriatico viene guardato con molta attenzione a Bruxelles. “L’esternalizzazione della gestione dei migranti è già prevista nel nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo, altri Paesi puntano in questa direzione - spiega l’ex ministra dell’Interno - poi è chiaro che molto dipende da come la fai. Perché non è praticabile sempre e per tutti e deve, in ogni caso, garantire il rispetto dei diritti dei migranti”.
Titolare del Viminale nei governi Conte II e Draghi, per tre anni (dal 2019 al 2022), ha tentato di trovare un compromesso a livello europeo per condividere la responsabilità dell’accoglienza dei migranti. “L’idea di mandarli fuori dai confini nazionali ed europei non è nuova - sottolinea - ma per funzionare ci devono essere le condizioni, in particolare sui tempi per l’esame di ogni singola posizione, per capire chi ha diritto o meno alla protezione”.
Poi c’è il tema dei rimpatri, che possono avvenire solo se i Paesi d’origine sono considerati sicuri: una questione su cui si è innescato lo scontro tra governo e magistrati. “Mi pare che la Cassazione abbia già stabilito che spetta al governo decidere quali Paesi considerare sicuri - dice Lamorgese - ora bisogna aspettare la nuova pronuncia della Corte europea, che dovrebbe chiarire la vicenda una volta per tutte”. Quindi, alla fine avrà ragione Meloni e i trasferimenti in Albania potranno continuare e aumentare? L’ex prefetta non fa previsioni ma ci tiene a chiarire un punto: “Per procedere ai rimpatri ci sono regole e vincoli precisi - avverte - credo che l’unica strada sia quella di un serio esame caso per caso, per escludere il rischio di persecuzioni o discriminazioni nel Paese d’origine. Non si può rimandare indietro qualcuno, se c’è anche il minimo dubbio che possa ritrovarsi in pericolo”.











