di Giansandro Merli
Il Manifesto, 12 febbraio 2021
L'Organizzazione internazionale per le migrazioni chiede a Ue e stati membri di cambiare rotta. Migliaia gli abusi documentati. Frontex sotto accusa. L'Unione europea e gli stati membri devono mettere fine a respingimenti, espulsioni collettive e violenze contro migranti e rifugiati che continuano a ripetersi lungo le frontiere esterne.
Lo ha chiesto ieri l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) con un appello che nasce dai tanti casi pratiche illegali e abusi realizzati dalle stesse autorità. Hanno interessato 12.654 persone quelli documentati nelle 1.500 pagine del "Libro nero dei respingimenti", redatto dall'organizzazione Border Violence Monitoring Network e presentato a dicembre scorso al parlamento europeo dai partiti raccolti nel gruppo The Left.
"La sovranità degli Stati, compresa la competenza a mantenere l'integrità dei loro confini, deve allinearsi agli obblighi indicati dal diritto internazionale e rispettare diritti umani e libertà fondamentali di tutti", afferma Eugenio Ambrosi, capo di gabinetto Oim a Ginevra.
L'Oim accoglie con favore le recenti indagini su respingimenti e violenze e si augura che il Patto europeo su immigrazione e asilo istituisca un meccanismo indipendente di monitoraggio delle frontiere. Tra le righe si legge una critica a Frontex, l'agenzia europea finita sotto accusa per i respingimenti nell'Egeo.
A gennaio, in seguito all'audizione a Bruxelles del direttore Fabrice Leggeri, The Left ha creato un gruppo di lavoro per controllarne l'operato. "Leggeri ha mentito due volte in Parlamento e se ne deve andare - afferma l'eurodeputata Sira Rego (Izquierda Unida), membro del "Frontex Scrutiny Working Group" - Ma le dimissioni di Leggeri non bastano. Il problema è Frontex stesso e le sue continue violazioni dei diritti umani nei confini dell'Europa. Il problema sono le politiche dell'Europa Fortezza".











