sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Michela Allegri

 

Il Messaggero, 15 agosto 2019

 

Una decisione senza precedenti e inaspettata: per la prima volta dall'entrata in vigore del decreto sicurezza bis, il Tribunale amministrativo accoglie l'istanza di una Ong che chiede la sospensione del provvedimento con cui il Viminale - di concerto con i ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti - impone alle navi cariche di migranti di non entrare nelle acque italiane.

Una scelta inedita, quella del presidente della Prima sezione Ter, Leonardo Pasanisi, che potrebbe essere un precedente in grado di minare alle fondamenta il dl promosso da Matte() Salvini, fornendo un assist a chi - forte dei rilievi fatti dal presidente della Repubblica - vorrebbe modifiche del testo.

Ma il vicepremier leghista è più battagliero che mai: nonostante le polemiche, il dl sicurezza - sottolinea con decisione Salvini - ha dimostrato di essere efficiente. Anche se il ricorso non è stato esaminato nel merito e anche se si tratta di un provvedimento monocratico che dovrà essere confermato in sede collegiale il prossimo 9 settembre, la decisione di ieri consente alla Open Arms di fare rotta verso Lampedusa senza incorrere nelle sanzioni - pesantissime - previste dal decreto.

I ricorsi dovranno essere sempre valutati caso per caso, e non è escluso che in futuro il Tar opti per linee differenti, ma c'è un dettaglio non da poco tra le righe di quanto scrive il presidente: l'ingresso nelle acque territoriali viene consentito perché l'imbarcazione si trova in uno stato di "evidente difficoltà", "quanto meno per l'ingente numero di persone a bordo" e nonostante i soggetti più fragili siano già stati fatti sbarcare.

Non era andata così, per esempio, per la Sea Watch di Carola Rakete: lo scorso 18 giugno, lo stesso Tar aveva respinto un identico ricorso presentato dalla Ong tedesca. Una decisione che era stata giudicata "gravissima" dai legali della Sea Watch: "Il Tar ha paradossalmente sostenuto che lasciare in mare 43 persone, compresi dei minorenni, per giorni e giorni non rappresenti quelle condizioni di eccezionale gravità e urgenza che consentono di approntare misure cautelari come quella richiesta", avevano detto.

Una linea che ora, nel caso della Open Arms, è stata ribaltata. Salvini, però, non si dà per vinto e annuncia una doppia offensiva: ricorso urgente al Consiglio di Stato e un nuovo provvedimento che vieti l'ingresso alla nave.

Ma i legali di Open Arms fanno notare alcune incongruenze. La prima è che "per varare un nuovo provvedimento serve la firma dei tre ministri, dell'Interno, delle Infrastrutture e della Difesa, non basta quella di Salvini", dice l'avvocato Arturo Salerni. E anche se la firma ci fosse, "c'è un decreto del Tar che per il momento consente l'ingresso".

La decisione del Consiglio di Stato, inoltre, non arriverà dopo ferragosto. "E ho dubbi anche sul fatto che il ricorso di Salvini sia ammissibile - prosegue il legale - visto che si tratta di un decreto monocratico, che deve ancora essere confermato dal collegio, al di là della trattazione nel merito". Intanto, due giorni fa, la Ong si è anche rivolta alla Corte costituzionale.