di Luciana Cimino
Il Manifesto, 3 maggio 2025
Il rapporto delle dem Rachele Scarpa e Cecilia Strada a Strasburgo. Nell’ultimo mese le dem Rachele Scarpa (deputata) e Cecilia Strada (europarlamentare) hanno visitato il cpr di Gjader 10 volte, assieme ad altri membri delle opposizioni e con il supporto del Tavolo asilo e immigrazione (Tai). Scarpa e Strada hanno tratto dalle loro ispezioni un rapporto dettagliato sulle condizioni di vita a cui sono costretti i migranti trattenuti in Albania. Lo scorso 30 aprile il testo è stato trasmesso al Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti del Consiglio d’Europa.
Le conclusioni a cui giunge il documento sono molto gravi: le persone detenute oltre l’Adriatico rischiano la salute e la vita a causa del fallimentare progetto di esternalizzazione delle frontiere portato avanti con ostinazione da Giorgia Meloni. Nei primi 13 giorni di trattenimento, su complessivi 41 transitati, si è verificata una media di 2,7 tentativi di suicidio o di atti di autolesionismo al giorno in un contesto dove il soccorso non può essere immediato: l’unico ospedale di secondo livello raggiungibile si trova a Tirana, a più di un’ora di distanza. “Dalla semplice lettura del registro degli eventi critici - denunciano le parlamentari del Pd - emerge che non è stata effettuata alcuna selezione per escludere che persone con vulnerabilità psichiatrica fossero condotte nel cpr albanese”, anche se la direttiva del ministero dell’Interno del 19 maggio 2022 lo imporrebbe.
Per quanto fuori dai confini, il centro di detenzione di Gjader si configura come cpr italiano pertanto le persone trattenute dovrebbero essere sottoposte a una valutazione di idoneità alla detenzione da parte di un medico del sistema sanitario nazionale che escluda seri problemi di salute fisica o mentale. Questo non è accaduto per tutti i migranti trasferiti in Albania ledendo il loro diritto costituzionale alla salute, tanto che su 41 persone trasferite, almeno 12 sono rientrate in Italia per inidoneità medica o mancate convalide del trattenimento. Senza dimenticare che il viaggio verso Gjader comporta l’uso di navi della marina militare non attrezzate per gestire persone con problemi di salute.
“Almeno due persone, di quelle valutate a Bari, manifestavano da giorni problemi fisici o comportamenti spia di un grave stato di malessere - si legge nel rapporto inviato a Strasburgo - . Abbiamo ragione di ritenere che si tratti del trattenuto Id 30, che lamentava da settimane dolori all’addome e a cui era stata diagnosticata presso Gjader una cisti pancreatica superiore a 6 centimetri e del trattenuto Id 23, che dal giorno 15 aprile manifestava con consistenza comportamenti anticonservativi”. Un altro migrante detenuto, visitato per l’ultima volta a novembre 2024 e già in terapia con diversi farmaci, ha compiuto 8 atti di autolesionismo e ha tentato di togliersi la vita in meno di 48 ore.
“Dai colloqui emerge che nessuna delle persone trasferite aveva compreso che sarebbe stata portata in Albania fino al momento dello sbarco e nessuno ha ricevuto un congruo preavviso del trasferimento stesso, questo esacerba le criticità psicologiche”, spiegano Scarpa e Strada. Le esponenti del Pd sottolineano anche le difficoltà trovate nello svolgere lo loro funzione ispettiva tra registri compromessi (anche attraverso sbianchettamento dei testi), documenti spariti e collaborazione difficile con i gestori del centro.
“Come tutti i cpr italiani anche quello di Gjader è un luogo patogeno - osserva Scarpa - il governo ha esportato un modello che genera e produce esiti del genere e racconta che le garanzie sono le stesse ma non è vero, soprattutto il diritto alla salute: le testimonianze e le evidenze raccolte mostrano che la vita e l’incolumità di chi si trova trattenuto a Gjader sono in pericolo”. Di conseguenza le deputate dem chiedono “in via prioritaria e urgente che il Comitato europeo per la prevenzione della tortura organizzi una visita ad hoc” nella struttura albanese. “Va rigettata l’esternalizzazione delle frontiere di Meloni che continua a propagandare fake news - denuncia al manifesto Scarpa - queste persone non sono detenute perché hanno commesso eventuali reati ma solo perché non hanno i documenti in regola, è un’assurdità”.











